Elefante o farfalla? La prevalenza sui Social, nel lungo periodo, dell’essere sull’apparire

In una strutturata e coerente strategia di Branding Notarile® tu o il tuo Studio Notarile dovete costantemente investire, nei Canali (online ed offline), sui valori, l’etica e l’unicità che vi contraddistinguono.

Sicuramente ricorderai la poetica e struggente canzone presentata nel 1996 a Sanremo da Michele Zarrillo: “l’elefante e la farfalla”, dove l’elefante è rapito dalla leggera farfalla, che lui ama anche perché vorrebbe essere come lei.

Sui Social di qualsiasi tipologia, da Facebook a Linkedin passando per Instagram e Twitter, è ormai una continua corsa al “like”, al “mi piace”, al “consiglia”, al “condividi”, al “ritwitta”: un continuo vorticoso ricercare il consenso degli altri.

Tutti vogliono essere la farfalla, influencer, opinion leader, originali ad ogni costo: nella realtà dei fatti il “like” lascia il tempo che trova, il contenuto “costruisce” un rapporto di fiducia e di autorevolezza duraturo nel tempo.

Solo in apparenza, nel confronto, l’elefante risulta essere lento, goffo, impacciato, mastodonticamente un tutt’uno mentre al cospetto la farfalla è colorata, elegante, leggiadra e leggera.

La maggior parte degli esseri umani tende solitamente a guardare ed ammirare la farfalla che vuol vedere negli altri (e che di conseguenza vorrebbe essere), sentendosi un elefante…nella sua accezione negativa: ingombrante, inadeguato, non sufficientemente in grado di essere simile alla farfalla che ammirano.

Quante volte hai ritenuto altri migliori di te? Quante volte ti sei sorpreso ad osservare e veder librare “farfalle” che ritenevi più appariscenti di te?

Quante volte non hai affrontato una situazione ma hai preferito ritirarti, raccontando a te stesso una scusa (di fatto una bugia), perché non ti sentivi all’altezza? Quante volte ti sei detto: “un giorno o l’altro lo farò anch’io”?

Tuttavia, come racconta il brano di Zarrillo, ognuno di noi ha “un cuore di farfalla”, ognuno di noi è unico ed ha delle peculiarità che lo contraddistinguono: vanno solo individuate, coltivate e comunicate.

La farfalla, a prima vista, è più appariscente rispetto ad un elefante ma è un apparire effimero e transitorio rispetto alla costanza dell’essere: così come in natura la farfalla ha un ciclo di vita che varia da poche ore ad un massimo di un anno al contrario dell’elefante che può vivere in media tra i 40 ed i 60 anni.

Come un elefante tendiamo a “trascinarci addosso” il peso delle nostre errate convinzioni senza dare spazio al nostro “cuore di farfalla”, alle nostre univoche potenzialità, senza dare voce alla nostra univocità.

Ci limitiamo a sognare senza dare concretezza e consistenza ai nostri sogni e desideri: diceva Walt Disney “se puoi sognarlo, puoi farlo.”

Alle volte questo avviene anche perché qualcuno ha scelto per noi cosa dovevamo fare della nostra vita, dove dovevamo indirizzarci, mentre la nostra anima, il nostro essere ci indicava sommessamente un’altra strada, un’altra passione.

Tanti Notai hanno una passione che va al di là e vive al di fuori della propria professione, che continuano a coltivare e che quando te ne parlano si legge nei loro occhi e si avverte nella loro voce che se tornassero indietro forse avrebbero fatto altro nella loro vita, assecondando le loro passioni.

La caparbietà di comunicare la propria unicità

“Il cucciolo di elefante guarda stupìto le farfalle,

e pensa che non abbiano un paio di ali colorate

ma due grandi orecchie come le sue.”

(Fabrizio Caramagna)

Sui Social, nel lungo periodo, la frivolezza dell’apparire della farfalla non ti porterà lontano: non nasconderti e non scappare ma comunica la tua unicità, i tuoi valori, la tua etica, il tuo essere unico per le tue peculiarità.

Sui Social sono i contenuti di valore a fare la differenza e che ti faranno “volare alto”!

Proprio come nel classico della Disney, dove Dumbo, l’elefantino “volante” dalle orecchie grandi, nato nel 1939 dall’immaginazione della scrittrice inglese Helen Aberson, di fronte alle avversità, alla omologazione ed alla incomprensione della sua distintività trova caparbiamente, con coraggio e perseveranza, il riscatto personale nella sua autentica prodigiosa unicità.

Per comunicare la tua unicità devi prima comprendere quale essa sia, focalizzarti su di essa per individuarla: intercettando i tuoi talenti, i tuoi valori, il tuo differenziarti dagli altri.

Ed il nostro essere unici passa non solo attraverso i talenti, i successi, le sfide vinte ma anche tramite i dolori, le sconfitte, gli inciampi, le nostre umane fragilità che ci hanno resi quello che siamo oggi.

Il mondo spesso effimero raccontato sui Social è “plastificato”, finto, non verosimile perché la realtà che ci forgia non è idilliaca ma piastrellata di irti sentieri dove i nostri talenti e le nostre attitudini ci hanno consentito di avanzare e di crescere: è questo il valore che dobbiamo comunicare agli altri.

Ognuno di noi, oggi e domani, è e sarà sempre il frutto del mix di tre elementi: le esperienze che facciamo, le persone con cui ci relazioniamo ed i contesti in cui interagiamo.

Possiamo ispirarci agli altri che rappresentano per noi un modello valido da imitare, da perseguire, da migliorare e da replicare ma sempre aggiungendo a tutto ciò la “polvere magica” della nostra unicità, quel’fattore X che ci rende nettamente distinguibili da tutti gli altri.

Il Branding Notarile® è proprio questo: un processo di evoluzione contenutistica costante che faccia emergere a chiare lettere il tuo “cuore di farfalla” generando nella mente di chi ti osserva una precisa percezione della tua competenza, del tuo stile e della tua unicità (leggi per un approfondimento anche l’articolo “Branding Notarile®: come far emergere la tua identità (autorevole ed affidabile) o quella del tuo Studio Notarile”)

Non essere il triste elefante che osserva malinconico la leggera ed effimera farfalla, agisci e dai forma al tuo essere!

Circòndati di influenze positive: “il gruppo dei pari” ed il “mentore”

Per agevolare il tuo processo di identificazione della tua unicità è fondamentale circondarti di persone che abbiano su di te un’influenza positiva, come Timòteo che incitava Dumbo a credere di poter essere molto di più di un errore genetico: le persone che ci circondano, infatti, esercitano una grande influenza su di noi, sulle nostre aspirazioni, ispirazioni e sui nostri valori.

Gli esseri umani hanno un istinto innato ad imitare i loro simili che gli sono più prossimi (pensa all’imprinting sul bambino da parte dei genitori, a cui il cucciolo si ispira e che tende a “scimmiottare”): la cerchia di persone che frequentiamo e che ha un influsso su di noi si chiama “gruppo dei pari”.

Chi frequentiamo, per forza di cose, influisce (anche inconsciamente) sulle nostre opinioni, sui nostri obiettivi e sui nostri comportamenti.

Possiamo avere le migliori ambizioni di questo mondo e porci gli obiettivi più sfidanti ma se accanto a noi ci sono persone che “remano contro” (anche in buona fede) sarà più complicato darvi forma e concretezza.

Le caratteristiche di un gruppo di pari sono “contagiose” in quanto tendiamo a diventare simili alle persone che lo compongono (pigri, sportivi, pessimisti, “buone forchette”, ecc…): se frequenti persone che hanno sviluppato più di te l’abilità che intendi perseguire, eleverai il tuo standard.

Una modalità per accelerare il nostro processo di ricerca, crescita e miglioramento personale è quello di scegliere un gruppo di pari che abbiano raggiunto un livello migliore del nostro nelle aree che vogliamo sviluppare: così facendo asseconderemo la nostra tendenza all’emulazione, ponendoci esempi di successo.

Le persone con cui scegliamo di trascorrere il nostro tempo determinano quello che pensiamo e come ci sentiamo: essere in compagnia di persone prevalentemente allegre, brillanti e piene di entusiasmo è motivante come, al contrario, essere attorniati da persone frequentemente tristi, pessimiste e sconfortate ci demotiva.

Veniamo, volenti o nolenti, “contagiati emozionalmente”.

Dunque domàndati:

  • Chi frequento? (Queste persone ti ispirano o ti sono di esempio per qualcosa o seminano dubbi, dissenso e pessimismo nella tua vita?)
  • Che effetto hanno su di me queste persone? Devi stare attento che le persone sbagliate non entrino nella tua vita, minando le tue potenzialità, la tua felicità ed il tuo ottimismo.
  • Se l’influenza di queste persone è tossica e dannosa per te, tutto ciò è accettabile? Anche se doloroso devi avere il coraggio e la forza di allontanarti da queste persone quando è necessario che tu lo faccia.

In questo processo di identificazione della tua unicità può esserti molto utile individuare un tuo “mentore” (proprio come il mitologico “Mentore” che nell’Odissea guidava il giovane eroe Telemaco nel suo viaggio), che ti guidi, ti consigli, ti sostenga e ti accompagni: una persona positiva di cui ti fidi.

Come affermava Leonardo da Vinci: “domanda consiglio a chi ben si corregge”.

Michele Zarrillo – “L’elefante e la farfalla”