Rischieresti di viaggiare a fari spenti in autostrada nella notte? La tecnica del Kintsugi per il tuo Studio Notarile

Tu, in quanto notaio leader®, ti trovi a governare e guidare un’auto (il tuo Studio Notarile) di cui i tuoi Assistenti Notarili rappresentano le indispensabili componenti (motore, freni, acceleratore, air-bag, carburante, ecc…).

Sarà sicuramente capitato anche a te che alla tua automobile si sia fulminata una lampadina di una luce di posizione o, ancor peggio, di un faro (anteriore o posteriore che sia) e non te ne sia accorto se non quando qualcuno, all’esterno della tua macchina, te lo ha fatto notare attirando la tua attenzione.

Questo perché solitamente riusciamo a guidare e vedere ugualmente anche con un solo faro, alle volte senza minimamente accorgerci che l’altro o una lampadina sono guasti.

Quando ce ne rendiamo conto da soli?

Solo quando anche il secondo faro si brucia e, di conseguenza, si spegne: ormai è troppo tardi ed anche pericoloso, soprattutto qualora ciò dovesse avvenire di notte in autostrada…

Nel vortice quotidiano dell’attività professionale notarile spesso può capitare di viaggiare con un solo faro acceso, nella convinzione che tutto nello Studio (la nostra auto) sia in perfetto stato ed ordine.

Capita, quindi, di rendersi conto di un “malfunzionamento” solo quando la situazione è ormai evidente e ci si trova al buio, senza fari nella notte.

A quel punto potrebbe essere troppo tardi: alle volte, infatti, non ci accorgiamo di un problema se non quando esso diventa palese; il più delle volte ignoriamo (alle volte fingiamo di non vedere) i micro-segnali che ci provengono dall’esterno (proprio come quando le altre macchine ci “lampeggiano” o facciamo fatica nel vedere bene una porzione di strada oppure cominciamo a domandarci se non sia più il caso di guidare di notte, perché ci costa più fatica rispetto al passato).

Sarebbe sicuramente utile scendere periodicamente dall’auto (fermarsi un attimo) e verificare che sia tutto a posto e in ordine, prendendoci cura del nostro veicolo (il nostro Studio e tutte le sue componenti fondamentali, gli Assistenti Notarili), mettendoci in ascolto attivo di tutti i piccoli e costanti segnali che percepiamo ed intercettiamo nel quotidiano.

E se, fermandoti prudentemente per un controllo, rilevassi delle evidenti crepe o dei malfunzionamenti nel tuo Studio Notarile, come procederesti?

Dal Giappone la tecnica del Kintsugi per il tuo Studio Notarile

“…e guidare come un pazzo a fari spenti

nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire…

(Lucio Battisti, Emozioni)

L’importanza di fermarsi per periodici e cadenzati check-up dello Studio Notarile al fine di prevenire ed individuare eventuali criticità per potervi porre rimedio o addivenire a tecniche di “riparazione” è una modalità operativa che consente anche di applicare per analogia metaforica la tecnica del Kintsugi.

L’antichissima tecnica giapponese del Kintsugi (pronuncia: “chinzughi”) consiste nella riparazione di vasellame e stoviglie rotte tramite l’applicazione di lacche mescolate a polveri di metalli preziosi, come oro e argento, da inserire tra le crepe o plasmandoli nella forma del pezzo mancante.

La parola “kintsugi” si scrive con i caratteri cinesi (i kanji) 金継ぎ che rispettivamente significano “oro” () e “aggiustare” (継ぎ): possiamo dunque tradurla con “aggiustare con l’oro” o anche “toppa dorata”.

Il Kintsugi è spesso associato alla resilienza ovvero la capacità di affrontare e superare un periodo di difficoltà e di rialzarsi sempre dopo una caduta.

Possiamo paragonare la nostra vita (personale e professionale) o il nostro Studio Notarile ad una tazza da tè artigianale: ognuno di noi è unico al mondo in quanto ogni artigiano ha una mano unica, due pezzi potranno essere simili ma non saranno mai completamente identici (due notai sono entrambi pubblici ufficiali ma ognuno con le sue peculiarità libero professionali come pure non troveremo mai due Studi Notarili totalmente identici nel modus operandi).

Nella nostra vita (personale e professionale) compiamo azioni, amiamo, odiamo, soffriamo, ci rialziamo: tutto ciò può rinvigorire la forza della nostra tazza oppure può spezzarla, più o meno gravemente. Possiamo subire ferite fisiche ma anche (e soprattutto) ferite emotive. Ognuna incide più o meno profondamente in noi, lasciando segni che a volte ci accompagnano per tutta la vita.

Uno Studio Notarile ed il suo personale si confrontano quotidianamente con molteplici e sfaccettate situazioni e problematiche, cercando di gestirle al meglio, come pure sono soggetti a periodi di entusiamo alternati a fasi di demotivazione. 

Qualsiasi cosa accada, solitamente ci rimettiamo in piedi e continuiamo a vivere scegliendo o di “riparare” queste ferite o di lasciare che sia il tempo a guarirle per noi. Ogni volta che una ferita si chiude lascia una cicatrice.

Il sostràto profondamente spirituale del Kintsugi sta proprio in questo elemento: non dobbiamo celare le ferite che abbiamo o vergognarcene, perché se le “ripariamo” nel modo giusto, superando il trauma che ci hanno lasciato e imparando da esso, diventeranno medaglie, trofei che ricordano le battaglie che abbiamo combattuto e dalle quali siamo “rinati”.

Abbiamo il libero arbitrio di scegliere se lasciare che la ferita si rimargini passivamente, continuando a soffrire per il dolore provocato (lasciando le cose al caso ed al caos), oppure rialzarci, anche lentamente, ma con l’orgoglio dell’essere riusciti a superare il problema e la difficoltà con una “riparazione dorata”, traendo forza motrice ed insegnamento dalla problematica individuata, affrontata e superata.

Ogni ferita (e relativa cicatrice) che solca il nostro vivere parla agli altri di chi siamo, da dove veniamo, cosa abbiamo affrontato sino ad oggi e di come ne siamo usciti: la nostra univoca e personale arte di Kintsugi, una inimitabile cicatrice dorata riparata a regola d’arte.

Una delle capacità peculiari del notaio leader® è proprio quella di fermarsi ad osservare ed individuare, come un bravo meccanico, le eventuali problematiche che possono insorgere al proprio veicolo (lo Studio Notarile) o ai suoi componenti (gli Assistenti Notarili) prima che sia troppo tardi oppure intervenire per “riparare” sapientemente la “ferita”, la “crepa”, la “frattura”, favorendo la genesi di una “cicatrice dorata” a giovamento dell’intera equipe di Studio.

Il vero asset dello Studio Notarile: il capitale umano

Guideresti un’auto senza freni, senza volante o senza fari? La Citroen DS 19, per esempio, riusciva a viaggiare anche con sole 3 ruote ma parliamo di un caso più unico che raro.

L’auto governata dal notaio leader®, come detto, è il suo Studio Notarile ed i suoi Assistenti Notarili ne rappresentano le componenti fondamentali ed imprescindibili.

Una macchina tenuta in ottimo stato (controllata, tagliandata e revisionata) può durare molti anni con elevati livelli di efficienza ed efficacia.

Il successo di qualsiasi professionista dipende in gran parte dalla consapevolezza di poter fare affidamento su collaboratori motivati e preparati. Dipendenti demotivati, al contrario, possono compromettere la qualità delle relazioni con i clienti attuali e potenziali.

Atteggiamenti disinteressati o critici nei confronti del titolare di Studio o dell’attività svolta hanno infatti una inevitabile ricaduta anche all’esterno, influenzando negativamente il sistema relazionale dello Studio notarile.

Al contrario, la cosiddetta “spirale motivazionale” si genera allorquando il livello di motivazione è alto, di conseguenza i collaboratori di Studio saranno facilitati ad instaurare buoni rapporti con gli interlocutori, migliorando il clima interno e la produttività dello Studio.

A cascata, l’elevata motivazione genera una migliore produttività e qualità delle performance lavorative con conseguente riscontro positivo dello Studio in merito ai risultati economici e di ricaduta a livello di relazioni interpersonali e passaparola.

Tutto quanto evidenziato vale anche al contrario: scarsa motivazione ed impegno discontinuo generano pessimi risultati con ricadute negative a livello economico e di gradimento (passaparola negativo).

La motivazione del team dello Studio notarile è un elemento chiave che va tenuta sempre in debita considerazione quando si operano scelte in ambito di gestione dello Studio, politiche di inserimento di nuove risorse, sistema di assegnazione delle mansioni e degli incarichi, valutazione delle performance, meccanismi di remunerazione e promozione.

Al fine di gestire al meglio la motivazione dei propri Assistenti Notarili è consigliabile:

  • Fornire obiettivi chiari;
  • Dare sempre un riscontro sull’operato svolto;
  • Ricompensare le buone performance;
  • Riconoscere apertamente chi ha raggiunto risultati straordinari;
  • Coinvolgere per quanto possibile gli Assistenti notarili nel processo decisionale;
  • Cercare spesso l’opinione dei propri collaboratori;
  • Lasciare margine di autonomia nello svolgimento dei compiti;
  • Responsabilizzare sui risultati;
  • Fornire l’opportunità dello svolgimento di attività anche molto diverse tra loro;
  • Svolgere periodiche riunioni di Studio per fare il punto della situazione ed anticipare o intercettare eventuali criticità e problematiche

Tutti questi punti, di buon senso, spesso vengono invece disattesi nella gran parte degli Studi Professionali, travolti dal vortice dell’intenso lavoro quotidiano: proprio ciò che -come detto- porta a viaggiare, senza rendersene conto, con un solo faro acceso che da un momento all’altro può abbandonarci, lasciandoci all’improvviso al buio.

Viene chiesto dunque al notaio leader® di essere anche un bravo “allenatore” del proprio team, un “motivatore” esigente ma anche pronto a fornire il suo supporto incondizionato, creando quelle condizioni ambientali che favoriscano l’impegno, la creatività ed il coinvolgimento di tutti coloro che operano nell’organizzazione di Studio.

Ogni collaboratore andrebbe sempre aiutato a trovare “il proprio significato” nel lavoro svolto definendo:

  • Che cosa deve essere fatto (fornendo obiettivi chiari);
  • Come deve essere fatto (senza dare indicazioni troppo stringenti, coinvolgendo il collaboratore nel processo decisionale e stabilendone il livello di autonomia);
  • Perché deve essere fatto (fornendo un significato)

L’obiettivo è circondarsi di Assistenti notarili su cui poter fare affidamento: motivati, collaborativi e che si riconoscano in ciò che fanno, sviluppando un senso di appartenenza verso la realtà in cui operano.

Tecnica del Kintsugi