Non trascurare la teoria dell’aspettativa di Vroom nel tuo Studio Notarile

Aumenta la motivazione e le prestazioni dei collaboratori del tuo Studio Notarile padroneggiando la teoria dell’aspettativa di Victor Vroom. Per stabilire la connessione tra motivazione, sforzo e prestazione, la teoria prende in considerazione tre variabili: valenzastrumentalità ed aspettativa.

“La gente spesso dice che

la motivazione non dura a lungo.

Lo stesso si può dire di un buon bagno,

ecco perché la consigliamo ogni giorno.

(Zig Ziglar)

Nato a Montreal, in Canada, Victor H. Vroom è stato una delle figure più influenti nell’ambito della psicologia organizzativa e tra i fondatori della Yale School of Management: il suo lavoro pionieristico ha plasmato la comprensione della motivazione umana, del processo decisionale e della leadership situazionale (leggi per un approfondimento l’articolo “La matrice Skill/Will per una comprensione ragionata dei collaboratori del tuo Studio Notarile“).

Le teorie di Victor Vroom, che lo hanno reso un pilastro della psicologia motivazionale, non solo forniscono una comprensione dei nostri comportamenti ma offrono anche una guida su come motivare noi stessi e chi ci circonda (in particolare i tuoi collaboratori).

Nel 1964 Vroom pubblicò “Work and Motivation” (“Lavoro e Motivazione”) dando vita alla Expectancy Theory (Teoria dell’aspettativa) che continua a guidare ancora oggi i leader in vari settori: questa teoria sottolinea come le persone scelgano determinati comportamenti in base alle loro aspettative o convinzioni sui risultati futuri.

Il libro illustra una metodologia per analizzare come gli individui agiscono all’interno delle organizzazioni: questa ricerca pionieristica ha fornito un metodo per comprendere perché una data persona sarà motivata o demotivata in un dato ambiente.

Questo modello, denominato VIE (Valence Instrumentality Expectation) Model, -che tra poco analizzeremo insieme nel dettaglio- seziona la motivazione in tre componenti:  valenza, strumentalità ed aspettativa, fornendo una comprensione più approfondita di ciò che guida il comportamento dei tuoi collaboratori.

A tal proposito, prima di approfondire il VIE Model e la teoria dell’aspettativa di Vroom, domàndati: quanto riesco ad interpretare ed indirizzare i comportamenti dei miei assistenti notarili?

Ed ancora: quanto sono motivati i collaboratori del mio Studio Notarile?

E’ infatti fondamentalmente la motivazione dei collaboratori del tuo Studio Notarile la “forza motrice” che consente alla tua attività professionale di funzionare correttamente, di operare al meglio e di proliferare (leggi per un approfondimento l’articolo “La teoria dell’equità della motivazione di Adams nel tuo Studio Notarile“).

Quanto, dunque, conosci davvero e realmente il “clima interno” del tuo Studio Notarile? E quanto i tuoi collaboratori di Studio e le loro “spinte motivazionali ”? (leggi per un approfondimento l’articolo “Come motivare i tuoi collaboratori comprendendo il “clima interno” del tuo Studio Notarile“)

La motivazione aumenta l’efficienza e la produttività del tuo team di Studio e rende più probabile il raggiungimento degli obiettivi: la leadership (che alimenta la motivazione) è un’abilità che puoi sviluppare ed allenare e non esclusivamente una capacità innata (leggi per un approfondimento l’articolo “Il modello di leadership e motivazionale di Adair nel tuo Studio Notarile“).

Come funziona la teoria dell’aspettativa di Vroom?

“La motivazione da sola non è sufficiente.

Se hai un idiota e lo motivi,

avrai un idiota motivato.

(Jim Rohn)

La teoria dell’aspettativa di Vroom si sostanzia in un’equazione psicologica per la motivazione: immaginala come una formula per cui motivazione (M) = valenza (V) x strumentalità (I) x aspettativa (E).

Se valenza (V), strumentalità (I) o aspettativa (E) sono pari a zero, l’equazione fallisce e ciò indica che la motivazione è bassa o inesistente.

La teoria afferma, infatti, che la motivazione a compiere un’azione è sostenuta dal fatto che il risultato sia desiderabile, che l’esecuzione del comportamento porti al risultato atteso (o desiderato) e che il tuo collaboratore abbia la capacità, le competenze e l’energia per portare a termine l’attività assegnata (leggi per un approfondimento l’articolo “Potenzia il tuo Studio Notarile coltivando l’empowerment dei tuoi collaboratori“).

Di conseguenza, il VIE Model è composto dai tre seguenti componenti principali:

  • Valenza (Valence): quanto è desiderabile (o, al contrario, indesiderabile) un particolare risultato per un tuo collaboratore? La valenza si riferisce a quanto valore o importanza egli attribuisce alle gratificazioni o ai risultati.
  • Strumentalità (Instrumentality): quanto è forte la relazione percepita tra l’esecuzione di un comportamento e il risultato desiderato? Ad esempio: “se svolgo una quantità Y di lavoro, probabilmente otterrò una gratificazione”. La strumentalità rappresenta la convinzione che la prestazione porti ad una gratificazione.
  • Aspettativa (Expectation): quanto è forte la relazione percepita tra lo sforzo del tuo collaboratore e l’esecuzione del comportamento? Ad esempio: “se impiego X quantità di sforzo, probabilmente completerò Y quantità di lavoro“. L’aspettativa è la convinzione e la speranza del tuo collaboratore che un impegno crescente in un dato compito porterà ai risultati desiderati.

Alcuni dei tuoi collaboratori potrebbero decidere che la probabilità di raggiungere il risultato desiderato sia bassa e pertanto la loro motivazione risulterà essere scarsa, mentre altri potrebbero ritenere che la probabilità di raggiungere il loro obiettivo non sia così incerta, pertanto la loro motivazione rimarrà forte e ben salda (leggi per un approfondimento l’articolo “Evita Deadlock e Starvation “motivazionali” nel tuo Studio Notarile. Scopri l’IKIGAI ed investi sui tuoi Assistenti Notarili“).

Quando si tratta di motivare te stesso o gli altri utilizzando la teoria di Vroom devi sempre considerare i livelli di aspettativa, assicurarti che vi siano chiari collegamenti tra prestazioni e risultati desiderati e che questi ultimi siano realmente apprezzati da tutti i soggetti coinvolti.

La teoria dell’aspettativa, infatti, funziona sul presupposto che i tuoi collaboratori sceglieranno di massimizzare il “piacere“ e “minimizzare il dolore”: ciò significa che si comporteranno in un modo che possa generare per loro il miglior risultato o la migliore gratificazione.

La teoria, pertanto, si basa sull’idea che più un tuo collaboratore attribuisce valore al risultato, più sarà motivato a raggiungerlo: più impegno mette nel riuscire, più è alta è per lui la probabilità di ottenere la gratificazione che anela.

Valenza, strumentalità ed aspettativa nel tuo Studio Notarile

Valenza, strumentalità ed aspettativa sono tutti anelli della “catena della motivazione”: se uno di questi è debole, il tuo collaboratore non sarà motivato, pertanto dovrai individuare il problema e risolverlo per aiutarlo a raggiungere il risultato.

Aspettativa (Expectation)

Se un tuo collaboratore si impegna, si  aspetta  un certo risultato: se non lo ottiene, non sarà motivato ad impegnarsi di nuovo e quindi non sarà soddisfatto nemmeno del risultato successivo (rischiando di entrare in una pericolosa “spirale motivazionale negativa”). L’aspettativa si basa sulla convinzione che il proprio sforzo porterà alla performance desiderata: questa percezione spesso si basa su fattori quali il possesso di competenze rilevanti o l’ottenimento del giusto supporto da parte tua.

Come notaio leader® puoi aiutare i tuoi collaboratori ad ottenere i risultati attesi:

  • assicurandoti che i tuoi collaboratori dispongano degli strumenti adeguati e del tempo necessario;
  • affiancando loro altri collaboratori che possiedano maggior esperienza e competenze;
  • essendo disponibile a fornire supporto ed incoraggiamento.

Strumentalità (Instrumentality)

Il tuo collaboratore potrebbe impegnarsi per ottenere il risultato atteso ma se non crede che quest’ultimo sarà  determinante  per ottenere una gratificazione, non sarà motivato: pertanto il risultato non sarà raggiunto ed il tuo collaboratore non sarà soddisfatto.

È importante notare, però, che la gratificazione potrebbe non essere sempre quella che il tuo collaboratore si aspettava inizialmente: ad esempio, se apprende nuove competenze nel tentativo di ottenere un aumento di stipendio ma non viene gratificato con quanto desiderato, avrà comunque acquisito quelle competenze che potrebbero consentirgli di ottenere l’aumento in futuro o di candidarsi presso un altro Studio Notarile.

La strumentalità si basa sulla convinzione -da parte del tuo collaboratore- che una volta raggiunta una data performance questa lo porterà a determinati risultati, da qui discende la necessità di una comunicazione chiara sulle gratificazioni collegate alle performance: l’ambiguità, infatti, può minare la strumentalità e di conseguenza demotivare i tuoi collaboratori.

Come notaio leader® puoi aiutare i tuoi collaboratori a comprendere che il risultato è determinante per ottenere un esito soddisfacente:

  • sii chiaro su quale sia la gratificazione e come ottenerla;
  • cerca di impiegare i tuoi collaboratori in attività per le quali abbiano manifestato predisposizione (valorizzando i loro punti di forza) in modo da consentirgli di raggiungere risultati apprezzabili, affinché tu possa essere certo che si impegneranno per conseguirli;
  • sii trasparente sulle modalità di assegnazione delle gratificazioni.

Valenza (Valence)

La valenza indica quanto è apprezzato il risultato, qualora lo sia (potrebbe infatti, come hai visto, anche essere indesiderato): più un tuo collaboratore apprezza una data gratificazione, più sarà soddisfatto dei propri sforzi.

La gratificazione non deve essere necessariamente un qualcosa di particolare, deve solo rivestire un significato per il tuo collaboratore: potrebbe trattarsi di un bonus, di tempo libero extra o semplicemente di un piccolo riconoscimento.

La valenza fa riferimento a quanto valore il tuo collaboratore attribuisce alle potenziali gratificazioni: più queste sono desiderabili per i tuoi collaboratori in base alle loro esigenze o ai loro obiettivi, più forte tenderà ad essere la loro motivazione.

In rapporto alla valenza il tuo collaboratore può:

  • non essere interessato al risultato/alla gratificazione;
  • essere indifferente (apatico rispetto) al risultato/alla gratificazione;
  • essere interessato al risultato/alla gratificazione.

Di conseguenza, la valenza risulta essere motivante solo se il tuo collaboratore desidera ottenere il risultato: egli compie uno sforzo, ottiene il risultato atteso e ritiene che questo sia determinante per raggiungere la gratificazione; tuttavia se il valore della gratificazione non lo soddisfa, non sarà motivato.

Come notaio leader® comprendi, dunque, l’importanza di chiarire al tuo collaboratore che il suo sforzo darà luogo ad un risultato per lui soddisfacente o ad una gratificazione che apprezza: tutto ciò crea i presupposti per la fiducia ed apre la strada al resto della catena della motivazione (leggi per un approfondimento l’articolo “Piramide di Maslow: qual è il livello di autorealizzazione professionale nel tuo Studio Notarile?“).

Ad esempio, potrebbe capitare che un tuo collaboratore non ritenga di avere tempo sufficiente per svolgere bene una data attività, il che significa che il suo sforzo non produrrà un risultato soddisfacente: d’altronde, chi sarebbe motivato a lavorare duramente ad un’attività che già ab initio non presenta le necessarie condizioni per essere svolta nei tempi?

Risolvere il problema alla base della mancanza di motivazione ti agevolerà nel ripristinare le aspettative dei tuoi collaboratori, avvalorerà il loro ruolo all’interno del team e ti aiuterà a comprendere meglio il valore che essi attribuiscono alle gratificazioni che ricevono da te (leggi per un approfondimento l’articolo “Hai mai misurato il grado di felicità e di soddisfazione dei collaboratori del tuo Studio Notarile?“).

La teoria dell’aspettativa di Vroom ti coadiuva nel valutare se i tuoi collaboratori hanno compreso cosa devono fare per raggiungere il risultato desiderato: chiarire bene quale sia il loro ruolo può essere un modo per assicurarti che tutto il tuo team di Studio sia allineato ed abbia piena consapevolezza di “chi fa cosa” al fine di raggiungere gli obiettivi.

Tuttavia, la teoria dell’aspettativa ha i suoi limiti: presuppone, infatti, la razionalità nei tuoi collaboratori quando prendono decisioni in merito agli sforzi da compiere per raggiungere i risultati, il che potrebbe non essere sempre vero.

I tuoi collaboratori, infatti, sono influenzati e guidati da una miriade di (non trascurabili) aspetti psicologici e non possono essere semplicemente incasellati in comportamenti standardizzati, tanto è vero che recenti studi hanno evidenziato situazioni nelle quali lo sforzo e la gratificazione percepiti non erano correlati alla motivazione, come -al contrario- suggerisce la teoria dell’aspettativa (leggi per un approfondimento l’articolo ““Inside Out 2”: spunti per gestire le emozioni nel tuo Studio Notarile“).

Ma nonostante ciò è innegabile che la Expectancy Theory ti offra spunti preziosi sottolineando l’importanza di comprendere sempre le prospettive dei singoli collaboratori quando si impostano strategie motivazionali: un aspetto chiave spesso trascurato a favore di politiche generalizzate.

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