Come gestire e disinnescare la rabbia nel tuo Studio Notarile

Tutti abbiamo a che fare prima o poi, principalmente in ambito lavorativo, con il sentimento della rabbia: in prima persona o perché manifestata dal datore di lavoro, da un collaboratore, da un collega o da un cliente. Vediamo come possiamo gestirla e, soprattutto, disinnescarla.

“Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente

con l’intento di gettarlo a qualcun altro;

sei tu quello che si scotta.

(Buddha)

La parola rabbia deriva dal latino rabies, che a sua volta viene correlato al termine sànscrito rabhas che significa “ìmpeto”, “violenza“.

Chi non hai mai avuto o subìto, almeno una volta, un violento attacco d’ira e di rabbia?

La rabbia è un’emozione naturale e utile che ci scuote profondamente e che si palesa ogni qualvolta riteniamo che qualcuno ci abbia fatto un torto che ci infastidisce e ci rende frustrati: non è necessario che ciò sia realmente avvenuto, anche il solo pensiero ci fa adirare.

Nessuno, infatti, è immune dall’arrabbiarsi: gestire la rabbia propria o altrui richiede abilità ed attenzione ed è fondamentale per un ambiente di lavoro sano.

Oltretutto, quando ci arrabbiamo il nostro fisico reagisce aumentando i battiti cardiaci e la pressione sanguigna, le ghiandole secernono adrenalina e cortisolo, l’ormone dello stress, ed il nostro cervello spinge il sangue verso i muscoli per preparare il corpo ad una “eventuale lotta”.

La rabbia sul posto di lavoro solitamente emerge quando ci sentiamo vulnerabili o esposti, “sotto attacco” o quando è in gioco qualcosa che desideravamo o speravamo: a volte si innesca come un’emozione protettiva, che si manifesta quando ci sentiamo minacciati.

In tutti questi casi l’amigdala (il complesso nucleare del cervello che gestisce le emozioni) prevale sul pensiero razionale e provoca azioni e reazioni stridenti: il cosiddetto “dirottamento dell’amigdala” (un’intensa risposta emotiva a situazioni stressanti).

Sbattere giù il telefono o urlare nei confronti del nostro interlocutore sono modi “naturali” di esternare la rabbia, sfogando l’aggressività (leggi per un approfondimento l’articolo “L’assertività nel tuo Studio Notarile: ago della bilancia tra passività ed aggressività”).

Molti in questi casi, al contrario, tendono a reprimere la rabbia dando vita ad un effetto “pentola a pressione” che può portare a risultati esplosivi in ​​seguito: sia lo sfogo che la repressione della rabbia hanno conseguenze negative e possono essere dannosi per le relazioni, la carriera e la salute.

Sulla base del nostro imprinting relazionale, maturato nel contesto familiare in cui siamo cresciuti, possiamo infatti distinguere 3 tipi di atteggiamento:

  • ricambiare la rabbia – rabbia di reazione;
  • adottare una risposta neutra (imbronciati o con aggressività passiva) – tristezza;
  • allontanarci timorosi dalla fonte della rabbia – paura.

Le problematiche si aggravano quando la rabbia si unisce all’autorità: i collaboratori restano risentiti verso i datori di lavoro arrabbiati, in quanto spesso si sentono impotenti ed incapaci di esprimere le proprie emozioni autentiche come risposta; il risultato di questo “imbottigliamento” è una sorta di rabbia rivolta verso l’interno, che si manifesta come perdita di autostima del collaboratore.

La rabbia si può presentare anche quando il tuo collaboratore sente di non poter portare a termine i propri obiettivi, a causa di ostacoli interni o esterni, oppure quando comprende che le proprie aspettative circa l’esperienza lavorativa non potranno essere soddisfatte.

E’ di fondamentale importanza iniziare a comprendere ciò che ti fa arrabbiare, quali sono i fattori scatenanti e da dove provengono: osserva la sensazione che provi nel tuo corpo quando la rabbia inizia a manifestarsi ed impara a diventare immediatamente consapevole quando ciò si verifica.

Successivamente allènati ed abituati a scrivere su carta le tue emozioni: annotare ed etichettare ciò che provi nei momenti di irritazione è un modo per esternare il sentimento e non permettergli di crescere dentro di te, è come far uscire l’aria da un palloncino. Riportare per iscritto ciò che provi può aiutarti ad elaborare le tue emozioni, tuttavia in seguito è utile sbarazzarti di quanto hai scritto per liberarti dai pensieri negativi.

Anche cambiare il contesto può aiutarti, allontànati e prenditi cinque minuti per porti la domanda “cosa sta realmente succedendo?”: sii curioso delle situazioni e prova ad osservarle obiettivamente.

Sviluppa la consapevolezza che la rabbia è l’emozione che produce più danni in assoluto.

Se sei il destinatario di un attacco di rabbia ed il tuo interlocutore irato ha “perso la ragione“, rispondi semplicemente: “sei chiaramente molto seccato e non credo che oggi potremo raggiungere un punto di incontro costruttivo. Ne riparliamo più tardi” ed evita di continuare a ribattere, allontanandoti.

Vantaggi derivanti dal controllare la rabbia

“La rabbia è una follia momentanea,

quindi controlla questa passione o essa controllerà te.

(Omero)

Come hai compreso, l’emozione della rabbia non è né buona né cattiva: trasmette un messaggio che ti evidenzia che una situazione è fastidiosa, ingiusta o minacciosa.

Tuttavia se la tua reazione alla rabbia è quella di esplodere, il tuo messaggio non ha mai la possibilità di essere trasmesso: dunque, mentre è perfettamente normale sentirti arrabbiato quando sei stato maltrattato o hai subito un’ingiustizia, la rabbia diventa un problema quando la esprimi in un modo che danneggia te stesso o gli altri.

Sfogare la tua ira ha molte più probabilità di danneggiare le tue relazioni, alterare il tuo giudizio, intralciare il tuo successo ed avere un impatto negativo sul modo in cui le persone ti vedono, piuttosto che farti sentire meglio.

Gestire la rabbia nel tuo Studio Notarile ti permette di creare le condizioni per un ambiente più sereno, agevolando una comunicazione più efficace tra te ed i tuoi collaboratori, tra di essi e con la clientela.

La gestione della rabbia sul luogo di lavoro produce, altresì, anche i seguenti vantaggi:

  • migliora l’abilità di comunicare le proprie esigenze;
  • consente di instaurare relazioni maggiormente positive tra colleghi;
  • riduce sensibilmente lo stress lavorativo;
  • elimina i sintomi associati alla rabbia;
  • riduce al minimo le distrazioni durante il lavoro;
  • favorisce la concentrazione sull’attività da svolgere;
  • facilita l’aumento della produttività e delle prestazioni individuali;
  • previene l’aggressività;
  • evita reazioni dannose dettate dall’impulsività;
  • agevola l’empatia verso i colleghi.

Evolvi verso la versione più efficace di te stesso, che si arrabbierà solo nei casi e nelle modalità in cui sia opportuno ed utile farlo (leggi per un approfondimento l’articolo “Come essere un Notaio leader® centrato e consapevole: Coaching Notarile® e “Ruota della Vita””).

Come gestire la rabbia nel tuo Studio Notarile

Al fine di gestire e disinnescare al meglio la rabbia all’interno del tuo Studio Notarile puoi mettere in atto i seguenti accorgimenti:

  • imparare ad identificare la propria rabbia: riconoscere i propri sentimenti e le sensazioni fisiche di rabbia, unitamente alle situazioni che possono scatenarla, aiuta a comprenderne le cause sottostanti e ad individuarne l’origine, al fine di cercare una soluzione;
  • allenarsi ad esercitare la respirazione: una volta riconosciuta la propria rabbia è assai utile eseguire respiri profondi, agevolando il rilassamento del cervello. Quando qualcuno alza la voce, fai un respiro profondo, mantieni la calma ed un tono di voce pacato in quanto tutto ciò può aiutare anche il tuo interlocutore a calmarsi e ad attenuare l’intensità della discussione. Il vecchio adagio che recita di “contare fino a dieci prima di dire qualcosa” è sempre utile soprattutto se rischiamo di essere offensivi: ne trarremo sicuro beneficio sia noi che il nostro interlocutore;
  • confidarsi con un proprio mèntore: chiedere consiglio ad una persona fidata può aiutare ad individuare angoli prospettici alternativi ed a supportarci nella gestione della rabbia;
  • ritagliarsi un momento di riflessione: se ti rendi conto che una situazione è diventata ingestibile, allontànati temporaneamente dal luogo di lavoro che ha dato origine alla rabbia in quanto ciò può rivelarsi fruttuoso e rigenerante perché, anche solo durante una breve passeggiata, è possibile riflettere sulle possibili soluzioni al problema. Ciò ti consente di astrarti dalla rabbia senza sopprimerla in quanto, come detto, è importante riconoscere, accettare e non evitare la rabbia;
  • ragionare sulla rabbia a mente fredda: quando ti sei calmato è proficuo che tu faccia una riflessione approfondita sulla situazione vissuta, sforzandoti di comprendere cosa è avvenuto e quali azioni possono essere messe in campo per trovare una soluzione alla problematica. E’ assai utile sforzarsi il più possibile di comprendere in maniera obiettiva le ragioni del nostro interlocutore con cui si è verificato l’episodio che ha scatenato la rabbia, nostra o dell’altro. Se la situazione è al di fuori del nostro diretto controllo, dobbiamo imparare ad accettare le circostanze in quanto ciò ci consente di abbandonare la rabbia e preservare, al contempo, il nostro benessere: all’inizio risulterà difficile, ma con la pratica diventerà sempre più attuabile.

A valle di una situazione in cui hai agito con rabbia o, al contrario, l’hai subita concentrati sempre sulla soluzione anziché sul problema: focalizzati sulle lezioni apprese dalla circostanza che si è verificata ed utilizzale per progredire in modo produttivo; questo approccio sano ti consente di affrontare le situazioni in un’ottica costruttiva.

La proficua gestione della rabbia è una vera e propria “arte” e richiede tempo, pratica ed impegno costante con la finalità di dar luogo ad un ambiente lavorativo più armonioso, migliorare le relazioni interpersonali e favorire il successo professionale.

Ricorda che l’ira è normale e verrà fuori indipendentemente da quanto tu possa provare a placarla: il vero obiettivo della gestione della rabbia non è quello di sopprimere i sentimenti quanto piuttosto quello di comprendere il messaggio celato dietro l’emozione e di esprimerlo in modo sano senza perdere il controllo.

Il segreto della gestione efficace della rabbia, piuttosto che “balzare in avanti” verso lo scontro (verbale e, in alcuni deplorevoli casi, fisico), è quello di fare un passo indietro verso i fatti.

Numerosi studi neuroscientifici hanno infatti evidenziato che abbiamo circa 6 secondi prima che gli ormoni della rabbia (cortisolo e adrenalina) prendano il controllo completo del nostro cervello (cosiddetto “sequestro emotivo”) -ottundendolo- e del nostro corpo -preparandolo a combattere per difendersi-, ovvero le 3 potenziali reazioni ataviche: reagire/combattere (fight), raggelarci/rimanere immobili (freeze) o allontanarci/scappare (fly).

Coglie nel segno l’espressione “la mente, mente” (leggi per un approfondimento l’articolo “Le convinzioni limitanti che possono frenare te ed il Team del tuo Studio Notarile”) in quanto è proprio il nostro cervello, spesso, ad “ingannarci“: non è infatti un caso che le parole “mente” (il nostro cervello) e “mentire” (l’arte di raccontare e raccontarci menzogne) hanno la medesima identica radice: la nostra potentissima mente, se non impariamo a governarla, sarà lei -inconsapevolmente- a “manovrare” le nostre vite a nostro discapito.

Presta dunque massima attenzione anche ai “cortocircuiti mentali” con cui il nostro cervello attua delle distorsioni cognitive per interpretare la realtà che ci circonda, dando vita ad errori di giudizio che impattano, nella quotidianità, non solo su decisioni e comportamenti ma anche sui processi di pensiero (leggi per un approfondimento l’articolo “Quanto influiscono i bias cognitivi sull’attività del tuo Studio Notarile?”).

Esercita il pensiero laterale, comprendi le dinamiche della tua mente, governa la tua rabbia e disinnesca quella altrui (leggi per un approfondimento l’articolo “La falange obliqua di Epaminonda ed il pensiero laterale nel tuo Studio Notarile”).

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