Perché il Notaio Leader® pensa causativo: la contagiosità della respons-abilità nel tuo Studio Notarile

Ti sei mai domandato quante volte sei “causa” e quante “effetto? Quanto partecipi alla creazione delle situazioni desiderate e quanto sei abile nell’assumerti le responsabilità?

La persona causativa non è solo colui che “è causa” e che “ha potenza di causare” ma anche e soprattutto colui che non è in balìa degli eventi ma si assume la respons-abilità per sé e per gli altri, ovvero ha l’abilità di rispondere e la capacità di scegliere la propria risposta.

Le persone causative si rendono conto di tale responsabilità: non incolpano pertanto le circostanze, le condizioni o il condizionamento esterno che agisce sul loro comportamento.

Se la nostra vita personale e professionale è un effetto delle condizioni o del condizionamento esterno, abbiamo scelto, consciamente o inconsciamente, di dare alle cose il potere di controllarci.

In tal modo, dunque, diventiamo “effetto”, ovvero avendo deciso che qualcosa ci sta influenzando e che questo qualcosa sta sbagliando, abbiamo “consegnato” a quella cosa il potere di controllarci.

Noi possiamo influenzare qualcosa solamente se accettiamo di essere la fonte di quella cosa: se noi non accettiamo di essere la fonte, la “causa” di quella cosa, di quel determinato comportamento, ci ritroveremo ad esserne l’effetto.

Abbiamo dunque delegato il nostro potere di influenzarla.

Al contrario, essere causativi vuol dire principalmente mettersi in discussione, mettere da parte le proprie convinzioni, sentirsi in difetto, modificare i comportamenti.

Sei tu il responsabile della tua vita personale e professionale e di quello che accade intorno a te: se ti lamenti vuol dire che non sei “centrato” su te stesso (leggi per un approfondimento l’articolo “Come essere un Notaio leader® centrato e consapevole: Coaching Notarile® e “Ruota della Vita”).

La causatività è una caratteristica saliente del notaio leader® che si fa carico delle problematiche e delle mancanze degli altri, non perde tempo a recriminare ma agisce per trovare le soluzioni (leggi per un approfondimento l’articolo “Il ruolo chiave dei “problem solver” nella quotidiana complessità dello Studio Notarile”), non giudica ma aiuta chi sbaglia e lo fa “crescere”, piuttosto che demotivarlo con le proprie critiche.

Ecco perchè innervosirsi davanti a un collaboratore che si dimostra poco causativo non ha senso: la causatività si allena sentendosi responsabili per tutto ciò che avviene intorno a noi, anche se a prima vista sembra non essere colpa nostra.

Una persona causativa può evitare che si ripeta una situazione spiacevole che, apparentemente, non dipende dal suo lavoro ma da quello di un’altra persona, motivando maggiormente quest’ultima, stimolandola e facendo leva sul suo sistema di valori, incoraggiandola e chiarendo che, sebbene l’errore sia stato suo, quando si collabora gioie e delusioni vengono condivise con tutto il team di Studio.

Il notaio leader® ,altresì, si domanda se è stato sufficientemente chiaro e comprensibile nell’illustrare ciò che dovevano compiere i propri collaboratori, se li hai posti nelle condizioni ottimali per lo svolgimento delle loro attività e se li hai sufficientemente supportati.

L’errore da non compiere è quello di ritenere i propri Assistenti notarili e collaboratori dei meri “strumenti” per raggiungere le proprie finalità: la fisiologica conseguenza di questo approccio è lo sviluppo di relazioni professionali insoddisfacenti e, alla lunga, di risultati economici non in linea con i propri obiettivi.

In questo modo il turn-over dei dipendenti non fa altro che aumentare ed i migliori collaboratori si allontanano: è errato auto-giustificarsi ritenendo che tutta la responsabilità si sostanzi nell’incapacità, impazienza, incompetenza e svogliatezza dei collaboratori.

Il notaio leader® , al contrario, pensa causativo perché:

  • si assume totalmente la responsabilità dei risultati della sua equipe di Studio;
  • non addossa mai agli altri il mancato raggiungimento degli obiettivi posti;
  • si fa carico del compito di ottimizzare quotidianamente le relazioni interpersonali intercorrenti con i propri collaboratori;
  • si impegna ad accrescere le proprie competenze personali e professionali partecipando a Corsi, leggendo, studiando;
  • è di supporto ai propri collaboratori e li affianca costantemente affinchè possano trionfare nei rispettivi àmbiti professionali.

4 differenti tipologie di causatività

Non puoi cambiare i frutti di un albero,

senza cambiare la sua radice.

(Stephen Covey)

Possiamo distinguere 4 differenti tipologie di causatività (di cui solo l’ultima è quella preferibile e da perseguire):

  • causatività passiva (effetto”): persone che vivono convinte che le loro difficoltà, disgrazie o fortune siano causate dagli altri, dall’ambiente, dal destino, dal caso; loro non si sentono responsabili di nulla. Manifestano atteggiamenti di irresponsabilità, rassegnazione, impotenza, scoramento, attesa, solitudine, persecuzione, frustrazione: sono “vittime” degli eventi avversi e dipendono sempre dalle decisioni altrui;
  • causatività egocentrica: persone che si considerano causa solo per le azioni che compiono loro, pensano solo e sempre a sé stesse e non si sentono in alcun modo responsabili di quello che fanno gli altri. Manifestano atteggiamenti di egocentrismo, isolamento, disinteresse, egoismo, menefreghismo, autonomia, esclusione, discolpa, indipendenza, autonomia;
  • causatività totale: persone che ritengono di essere la causa di come agiscono loro ma si sentono anche responsabili di come agiscono gli altri. Fanno tutto loro. Manifestano atteggiamenti di coinvolgimento, interessamento globale, famigliarità, responsabilità, iniziativa, altruismo, disponibilità, collaborazione, solidarietà; 
  • causatività adeguata (il giusto equilibrio): persone flessibili e capaci di assumersi le responsabilità non solo in maniera opportunistica ma con equilibrio e maturità, intraprendono azioni e cercano soluzioni considerandosi la causa delle situazioni non ottimali che le circondano. Comprendono che alle volte è opportuno non occuparsene e lasciare spazio agli altri, altre volte pensano a sè stesse ed altre volte ancora si danno da fare per tutti. In sostanza, se non sviluppi tue idee sarai inevitabilmente parte delle idee degli altri; se non intraprendi tue iniziative sarai una “pedina” delle iniziative degli altri.

Come concretizzare la contagiosità della causatività e della respons-abilità nel tuo Studio Notarile

“Cercate prima di tutto di capire, poi di farvi capire.

(Stephen Covey)

Una parte fondamentale nella gestione e nell’indirizzo del personale del tuo Studio Notarile verso il miglioramento in efficacia ed efficienza consiste nella capacità di attribuire la giusta causalità.

È molto importante anche il tuo modo di pensare: se non sei soddisfatto delle prestazioni di un tuo dipendente e continui a provare rancore o ad essere critico verso di lui senza prima analizzare te stesso, potresti non riuscire a risolvere la situazione.

La filosofia del rimprovero, della valutazione critica, dell’evidenziare gli errori e non i meriti, nell’erroneo convincimento che “così vedrai che non lo fai più”, non fanno altro che inibire sul nascere qualsiasi iniziativa e creatività dei tuoi collaboratori di Studio (leggi per un approfondimento l’articolo “L’Assistente notarile ambìto: non solo capacità ma soprattutto Soft Skills”).

I nostri pensieri sono un efficiente indicatore del grado in cui ci consideriamo causativi: i pensieri ed il linguaggio delle persone “effetto” (con causatività passiva) le assolvono dalle responsabilità.

Un conto, infatti, è dire: “le sue prestazioni continuano a deludermi” (approccio con causatività passiva) altro sarebbe invece dire “non ho fatto ancora niente di efficace per aiutarlo a migliorare” (approccio con causatività adeguata); oppure “se solo avessi dei collaboratori più capaci…” (mi ritengo in balìa degli eventi) è diverso da “non sto formando ed assistendo il mio personale di Studio così da renderlo efficace” (mi assumo la responsabilità pensando causativo); o ancora “non fa mai quello che gli dico di fare” (attribuisco tutta la responsabilità all’altro) invece di dire “devo ancora capire dove sbaglio nell’attribuzione delle attività” (cerco risposte e mi addosso la responsabilità con un approccio causativo).

Quando il tuo modo di pensare sarà arrivato a questo livello di causatività, riuscirai efficacemente ad influenzare le situazioni e soprattutto avrai smesso di delegare ad altri (o agli eventi) la responsabilità per ciò che accade nella tua vita personale e professionale e nel tuo Studio Notarile.

La causatività, per assurdo, si origina proprio dal “lasciar sbagliare” in piena autonomia i tuoi collaboratori di Studio: se dai loro fiducia e sostegno, qualora compiano qualche errore ciò li farà crescere, perché si sentiranno in dovere di rimediare allo sbaglio che hanno compiuto e, in quanto erano liberi di scegliere, non possono incolpare nessuno e devono trovare una soluzione, sviluppando ed allenando la causatività.

La causatività è alla base del principio di respons-abilità ovvero della capacità ed abilitàcontagiosadi saper rispondere e scegliere la risposta adeguata alle situazioni che si presentano.

Questo diverso atteggiamento nei confronti del personale di Studio è il primo passo per un aumento di produttività e di motivazione: se non ti relazioni con i tuoi collaboratori in maniera causativa ma continui solamente ad interagire da “effetto” non consentirai anche a loro di allenare ed esercitare la propria causatività.

Qualsiasi programma di miglioramento del personale di Studio non funzionerà se non hai deciso che tu in primis sei la causa delle situazioni, negative o positive che siano.

La causatività consiste nel cambiare la prospettiva della causa dei fallimenti, dei problemi, delle difficoltà: la persona causativa sa che se qualcosa non va bene è sua la responsabilità, non di qualcun altro o di qualcos’altro ed in tal modo governa le situazioni (“causa“) e non ne è vittima passiva (“effetto“).