La ricerca di B.F. Skinner sul comportamentismo ed il condizionamento operante illustra come creare un ambiente in cui i tuoi collaboratori possano crescere ed ottenere risultati eccezionali e come tu possa modellare i comportamenti sul posto di lavoro al fine di costruire un team efficiente.
“Il comportamento di un individuo
non è determinato dalla sua appartenenza razziale,
ma dal carattere dei suoi antenati
e dal suo ambiente culturale.“
(Franz Boas)
Ti sei mai chiesto perché i tuoi collaboratori agiscano in un modo piuttosto che in un altro?
Secondo una scuola di pensiero nota come comportamentismo tutto si riduce ai modelli di apprendimento che abbiamo acquisito attraverso associazioni, ricompense e punizioni: questo approccio sostiene che è l’ambiente a plasmare le nostre azioni piuttosto che i nostri pensieri e sentimenti.
Il comportamentismo è una teoria dell’apprendimento basata sull’idea che tutti i comportamenti siano acquisiti attraverso il condizionamento e che questo avvenga attraverso l’interazione con l’ambiente: il comportamentismo venne formalmente istituito con la pubblicazione nel 1913 dell’articolo di John B. Watson “La psicologia dal punto di vista del comportamentista“.
I comportamentisti più rigorosi credono che qualsiasi persona, indipendentemente dal background genetico, dai tratti della personalità e dai pensieri interiori, possa essere addestrata a svolgere qualsiasi compito, entro i limiti delle proprie capacità fisiche: ciò richiede solo il giusto condizionamento.
B.F. Skinner (1904-1990) è stato uno psicologo americano noto per il suo impatto sul comportamentismo: egli stesso definiva la sua filosofia “comportamentismo radicale” sostenendo che il concetto di libero arbitrio fosse semplicemente un’illusione e che tutte le azioni umane fossero il risultato diretto del condizionamento.
Il comportamentismo radicale si basa sulla teoria secondo cui l’atteggiamento può essere compreso osservando l’ambiente passato e presente ed i rinforzi in esso contenuti, influenzando così il comportamento in modo positivo o negativo.
Per Skinner il condizionamento operante è il processo in cui l’apprendimento può avvenire attraverso il rinforzo e la punizione: si impara associando un certo comportamento alle conseguenze dello stesso.
Ad esempio, se un genitore premia il proprio figlio con una lode ogni volta che raccoglie i giocattoli, il comportamento desiderato verrà costantemente rinforzato ed il bambino sarà più propenso a riordinare quando mette in disordine.
Il processo di condizionamento operante sembra piuttosto semplice: basta osservare un comportamento e poi offrire una ricompensa o una punizione, tuttavia Skinner ha scoperto che la tempistica di queste ricompense e punizioni ha un’influenza importante sulla rapidità di acquisizione di un nuovo comportamento e sull’intensità della risposta corrispondente.
La teoria dell’apprendimento comportamentale postula, pertanto, che tendiamo a ripetere i comportamenti che vengono premiati e ad evitare quelli che comportano una punizione: il comportamentismo può essere applicato sul posto di lavoro ed i suoi principi possono essere sfruttati con grande efficacia per il coinvolgimento dei tuoi collaboratori, per l’apprendimento e lo sviluppo della tua organizzazione.
Le tue parole di apprezzamento, ad esempio, possono aumentare la motivazione del tuo team: un semplice “grazie” o un “ben fatto!” aumenteranno la fiducia dei tuoi collaboratori in se stessi e ciò li spingerà a raggiungere risultati migliori.
La teoria dell’apprendimento di B.F. Skinner: il condizionamento operante
“Ogni nostro comportamento è come una palla
lanciata su un tavolo da biliardo
che scontrandosi con le altre
ne modifica inevitabilmente la traiettoria.“
(Antonio Fusco)
Secondo la teoria dell’apprendimento di B.F. Skinner i nostri comportamenti vengono sviluppati o condizionati attraverso rinforzi: egli chiamava questo processo “condizionamento operante“, dove il termine “operante” si riferisce a qualsiasi comportamento che agisca sull’ambiente e che porti a conseguenze.
La teoria dell’apprendimento afferma che una persona viene prima esposta a uno stimolo, che a sua volta suscita una risposta, e questa viene poi rinforzata (nella sequenza stimolo -> risposta -> rinforzo): questo, in definitiva, è ciò che condiziona i nostri comportamenti; l’”ABC” del comportamentismo è rappresentato, dunque, da antecedente (stimolo), comportamento (risposta) e conseguenza (rinforzo).
Il rinforzo gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo del comportamento: con esso si intende qualsiasi evento che rafforza un determinato comportamento e può essere di natura positiva o negativa.
Il rinforzo positivo include azioni o eventi che rafforzano una risposta fornendo uno stimolo per determinati comportamenti, come ad esempio dare ad un bambino una ricompensa o una lode per aver ordinato la sua stanza. Anche il rinforzo negativo rafforza una risposta ma rimuovendo un risultato sfavorevole, come ad esempio il fatto che il bambino ordini la sua stanza per evitare di essere punito.
Mentre il rinforzo positivo mira a premiare i comportamenti desiderati, il rinforzo negativo tende a rimuovere qualcosa di spiacevole per indirizzare i tuoi collaboratori verso un comportamento desiderato.
Anche la punizione può svolgere un ruolo nel processo di apprendimento: nella teoria di Skinner viene descritta come l’applicazione di una conseguenza negativa nel tentativo di ridurre o indebolire un comportamento specifico.
La punizione può comportare la presentazione di un rinforzo negativo – come, ad esempio, nel caso del bambino una sculacciata o un rimprovero – che alcuni definiscono punizione positiva . Oppure può comportare la rimozione di un rinforzo positivo, come la sottrazione di un giocattolo preferito, nota anche come punizione negativa.
La punizione implica l’uso di conseguenze negative per ridurre un comportamento: l’obiettivo è creare un’associazione tra il comportamento e le conseguenze negative. Una volta creata questa associazione, la speranza è che sia meno probabile che il comportamento si verifichi nuovamente.
La punizione può comportare l’applicazione di una conseguenza avversa (ad esempio, una multa per eccesso di velocità) o la privazione di qualcosa di desiderabile (ad esempio, per un bambino, la perdita del privilegio di passare del tempo davanti ad uno schermo).
Mentre la punizione positiva è volta a scoraggiare comportamenti indesiderati come quando un comportamento negativo viene ripetuto troppo spesso (ad esempio, se i tuoi collaboratori sono sempre in ritardo), la punizione negativa consiste nel togliere qualcosa di piacevole per scoraggiare un comportamento indesiderato.
La punizione viene spesso erroneamente confusa con il rinforzo negativo, la differenza è la seguente: il rinforzo aumenta le probabilità che un comportamento si verifichi mentre la punizione le diminuisce .
Perché la punizione sembra funzionare in alcuni casi ma non in altri?
Tempismo e coerenza sono due fattori che possono influenzare l’efficacia della punizione in diverse situazioni: è più probabile che la punizione determini una riduzione del comportamento se segue immediatamente il comportamento stesso (tempismo) ed è applicata con costanza (coerenza).
Anche la modellazione (modeling) è un metodo formativo molto efficace da utilizzare sul posto di lavoro e presenta il vantaggio di promuovere la fiducia e la collaborazione: implica, infatti, l’apprendimento imitando i comportamenti altrui (ad esempio, un neoassunto che affianca un tuo collaboratore più esperto per apprendere le metodologie operative). Leggi per un approfondimento l’articolo “Il Reverse Mentoring nel tuo Studio Notarile: come colmare il gap di competenze attraverso la collaborazione intergenerazionale“.
Pertanto la modellazione rappresenta un metodo efficace, soprattutto se è accompagnato da un rinforzo positivo.
Quindi, per riassumere, i metodi comportamentali che ti consiglio di adottare sul posto di lavoro sono prevalentemente il rinforzo positivo, la modellazione e la formazione.
L’adozione del comportamentismo all’interno del tuo Studio Notarile (se implementato nel modo giusto) può portare diversi vantaggi, tra cui:
- aiutare i tuoi collaboratori a concentrarsi sulla definizione degli obiettivi (se questi e le eventuali gratificazioni sono ben chiari);
- incoraggiare lo sviluppo delle competenze, in particolare se si utilizza l’approccio della modellazione;
- supportare una gestione chiara del comportamento attraverso l’approccio comportamentista fornisce linee guida evidenti su quali comportamenti siano desiderati e quali -al contrario- vengano scoraggiati;
- facilitare la fidelizzazione dei tuoi collaboratori, principalmente se adotti il rinforzo positivo per farli sentire apprezzati (leggi per un approfondimento l’articolo “Potenzia il tuo Studio Notarile coltivando l’empowerment dei tuoi collaboratori“).
Adotta il comportamentismo nel tuo Studio Notarile
Anche tu puoi favorire ed adottare il comportamentismo nel tuo Studio Notarile al fine di coinvolgere e motivare maggiormente i tuoi collaboratori, pertanto:
- sii gentile ed inclusivo: se ti comporti gentilmente con i tuoi collaboratori e li fai sentire tutti “al sicuro” ed inclusi nel tuo team, ciò fungerà da modello comportamentale e li farà sentire apprezzati (leggi per un approfondimento l’articolo “La gentilezza: preziosa e rara leva di Marketing per il tuo Studio Notarile“);
- continua ad incoraggiare e motivare i tuoi collaboratori: sostenere i tuoi assistenti notarili rappresenta una forma di rinforzo positivo; puoi anche mantenerli motivati e coinvolti attribuendo loro responsabilità crescenti (leggi per un approfondimento l’articolo “Controllo e delega nel tuo Studio Notarile: un classico esempio di “uroboro”?“);
- premia e gratifica i comportamenti dei tuoi collaboratori: a volte bastano poche parole, come ad esempio ringraziare un tuo collaboratore per aver svolto un buon lavoro o utilizzare espressioni di apprezzamento per il compimento di una specifica attività (leggi per un approfondimento l’articolo “La Carta del Rispetto nel tuo Studio Notarile: valori e considerazione all’interno del team (e non solo)“);
- definisci aspettative chiare e fornisci riscontri immediati: dovresti comunicare aspettative precise in merito ad attività e comportamenti; fornire riscontri immediati (sia positivi che costruttivi) aiuta i tuoi collaboratori a comprendere cosa stanno compiendo bene e cosa -invece- devono migliorare, facendoli sentire supportati e guidati (leggi per un approfondimento l’articolo “Feedback e valutazione dei collaboratori del tuo Studio Notarile: best & worst practices“);
- predisponi programmi di incentivi: sviluppa un programma di incentivi strutturato e basato su risultati misurabili (come, ad esempio, il raggiungimento di obiettivi di sviluppo personale e professionale) al fine di motivare i tuoi collaboratori (leggi per un approfondimento l’articolo “Come motivare i tuoi collaboratori comprendendo il “clima interno” del tuo Studio Notarile“);
- modella un comportamento positivo: se, come notaio leader®, dimostri entusiasmo, impegno e professionalità, fungerai da modello per il tuo team. I tuoi collaboratori saranno pertanto più propensi ad imitare questi comportamenti, migliorando la cultura organizzativa all’interno del tuo Studio Notarile (leggi per un approfondimento l’articolo “Il modello di leadership e motivazionale di Adair nel tuo Studio Notarile“);
- applica la modellazione per sviluppare gradualmente le competenze dei tuoi collaboratori: in quanto notaio leader® puoi suddividere l’acquisizione di competenze o lo svolgimento di compiti complessi in passaggi più piccoli e gestibili e fornire rinforzi in ogni fase dell’attività (leggi per un approfondimento l’articolo “Cultura dell’apprendimento continuo e riqualificazione dei tuoi assistenti notarili“);
- incoraggia l’apprendimento tra pari ed il tutoraggio: adotta un programma di mentoring ed affianca i collaboratori junior ai senior per facilitare l’apprendimento attraverso l’osservazione. I tuoi assistenti notarili che osservano i propri colleghi eccellere, infatti,presentano maggiori probabilità di adottare comportamenti analoghi (leggi per un approfondimento l’articolo “Il riconoscimento tra pari nel tuo Studio Notarile per motivare e coinvolgere i tuoi collaboratori“).
Fornire riscontri, sia positivi che costruttivi, è uno dei modi più efficaci per applicare il comportamentismo all’interno del tuo Studio Notarile, tuttavia non è sempre facile fornirli in modo adeguato e, per questo, potresti valutare di fornire ai tuoi collaboratori una formazione ad hoc in merito ai feedback sul posto di lavoro (leggi per un approfondimento l’articolo “Come correggere, guidare e far crescere i collaboratori del tuo Studio Notarile“).
Come affermava Albert Einstein “se vuoi capire una persona non ascoltare le sue parole, osserva il suo comportamento”.


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