Il modello “See, Do, Get” è il semplice framework di Covey per comprendere come le nostre percezioni modellano la nostra realtà: il modo in cui “vediamo” il mondo influenza come “agiamo” in esso e, a sua volta, i risultati che “otteniamo“. Questi, poi, si ripercuotono sul modo in cui osserviamo il mondo e così il ciclo inizia nuovamente.
“La felicità è quello stato di consapevolezza
che deriva dalla realizzazione dei propri valori.“
(Ayn Rand)
Un’ antica leggenda dei nativi americani Cherokee narra di un vecchio indiano e di suo nipote, seduti sul declivio di una collina a contemplare il tramonto.
Ad un certo punto il bimbo ruppe il silenzio e chiese al nonno, un saggio capo Cherokee : “Nonno, perché gli uomini combattono?”
Il vecchio, con voce calma, gli rispose: ”ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, che sia da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi che sono costantemente in lotta, una lotta terribile che non tutte le persone trovano facile da affrontare.”
“Quali lupi nonno?” -chiese il bimbo- “quelli che ogni uomo porta dentro di sé.” -rispose il saggio anziano-
Il bambino non riusciva a comprendere ed attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato scendere tra di loro, forse per accendere la sua curiosità.
Infine il vecchio, che aveva dentro di sé la saggezza data dal tempo, riprese con il suo tono calmo: “ci sono due lupi in ognuno di noi: uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, menzogna ed egoismo.”
L’anziano indiano fece di nuovo una pausa, questa volta per dar modo al nipote di riflettere bene su ciò che aveva appena detto.
“E l’altro?” -domandò il bambino- “L’altro è il lupo buono: vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.” -rispose il saggio capo Cherokee-
Il bambino rimase un istante a ragionare su ciò che il nonno gli aveva appena raccontato, poi diede voce alla propria curiosità ed al proprio pensiero: “e quale lupo vince?”
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo, fece un respiro profondo, poi chiuse gli occhi e rispose: “quello che nutri di più.” (Leggi per un approfondimento l’articolo “La crescita personale e professionale “è nelle tue mani”: rendi unico il tuo Studio Notarile“)
Questa leggenda mette in luce la duplice natura delle nostre inclinazioni personali ed il potere delle nostre scelte nel determinare il nostro percorso nella vita (leggi per un approfondimento l’articolo “Come essere un Notaio leader® centrato e consapevole: Coaching Notarile® e “Ruota della Vita”“).
Il lupo “cattivo” rappresenta le emozioni e le mentalità negative che portano alla discordia, mentre il lupo “buono” incarna le mentalità e gli aspetti positivi della natura umana che portano all’armonia ed alla realizzazione.
Il messaggio fondamentale è che possiamo sempre scegliere il nostro atteggiamento: se adottiamo una mentalità positiva otterremo risultati positivi mentre, al contrario, se adottiamo un approccio negativo otterremo risultati negativi.
Tuttavia vi è anche un’altra possibile interpretazione del racconto: è importante nutrire entrambi i lupi perché se facciamo morire di fame il lupo “cattivo“, diventerà disperato e si nasconderà in tutti i nostri percorsi di vita, anche quando potrebbe essere molto utile la sua presenza dentro di noi.
Entrambi i lupi, infatti, possono “vincere dentro di te” e convivere, consentendoti di scegliere quale dei due potrà meglio aiutarti in ogni circostanza (a tal proposito, ti invito ad ascoltare il breve audio alla fine dell’articolo).
Il messaggio di fondo è il seguente: la consapevolezza di sé, la scelta e l’intenzionalità svolgono un ruolo fondamentale per la nostra esplorazione del mondo.
Questa breve storia può risultare utile sia nella prospettiva del tuo sviluppo personale e del coaching notarile che al fine di esplorare come i tuoi collaboratori si collegano tra loro, costruiscono relazioni e lavorano insieme (leggi per un approfondimento l’articolo “Il Team Coaching a supporto del Notaio Leader®: come risvegliare il potenziale dei tuoi collaboratori“).
Alla scoperta dei tuoi valori
“La leadership personale è il processo di tenere
la tua visione e i tuoi valori davanti a te
ed allineare la tua vita in modo
che sia compatibile con essi.“
(Stephen Covey)
Ognuno di noi, infatti, possiede un insieme di valori personali che lo aiutano a plasmare la comprensione di chi si è: questi sono il prodotto delle esperienze avute nel corso della propria vita, riflettono le convinzioni tramandate dalla propria famiglia e quelle acquisite negli ambienti e nei contesti in cui abbiamo avuto modo di interagire.
I nostri valori personali cambiano nel tempo ma qualunque valore noi consideriamo più importante in un determinato momento della nostra vita, questo influirà attraverso il nostro subconscio – proprio come una “bussola“- nelle nostre decisioni, sia che riguardano la sfera comportamentale che quella morale.
Comprendere i tuoi valori personali può aiutarti a comportarti in modo autentico ed a prendere decisioni di cui sarai soddisfatto.
Vi sono persone che hanno un alto livello di consapevolezza di sé ed un’idea chiara di quali siano i propri valori personali mentre altri faticano ad individuarli: se non conosci i tuoi valori personali e vorresti provare ad identificarli allora l’auto-riflessione potrebbe rappresentare una buona strada da seguire, anche se potrebbe richiedere un po’ di tempo.
I seguenti passaggi rappresentano un metodo di auto-riflessione incentrato sui valori: possono essere eseguiti individualmente o come attività di gruppo.
1) Esplorazione positiva
Prova a pensare adottando una “lente positiva”: rifletti sui momenti in cui sei stato al meglio, sui risultati di cui sei orgoglioso, sui complimenti che hai ricevuto e che hai davvero apprezzato, sui sogni ad occhi aperti e sulle persone che consideri modelli di riferimento. Come ti fanno sentire questi pensieri? Per ogni cosa a cui pensi assegna un nome al valore che più associ a ciò che la rende positiva.
2) Esplorazione negativa
Prova adesso a pensare adoperando una “lente negativa”: rifletti sui momenti in cui sei stato peggio, sui riscontri negativi che hai ricevuto, sui comportamenti che ti danno davvero fastidio, sulle situazioni in cui hai deluso te stesso e sulle persone che ti scoraggiano. Come ti fanno sentire questi pensieri? Per ogni cosa a cui pensi prova a dare un nome al valore che in queste circostanze non viene rispettato.
3) Esplorazione nota
Prenditi ora qualche minuto per riflettere sul tuo percorso di vita e professionale, sui tuoi amici e familiari, sulla “comunità sociale” in cui vivi, su dove vuoi arrivare nella vita, su ciò che potrebbe essere un buon risultato futuro e su chi vorresti essere. Come ti fanno sentire questi pensieri? Per ogni cosa a cui pensi cattura le forti associazioni di valori che ti vengono in mente.
4) Raggruppamento, denominazione e selezione
Fino a questa fase dell’attività di auto-riflessione sui propri valori personali la maggior parte delle persone, di solito, elenca tra i 20 ed i 40 valori: il passo successivo è quello di raggruppare questi valori in categorie collegate tematicamente. Ad esempio, se hai scritto valori quali: aiutare, prendersi cura, supportare gli altri e fornire un buon servizio, allora potresti raggruppare tutti questi valori in una sola categoria denominata semplicemente “aiutare gli altri“. Una volta che tutti i tuoi valori sono stati inseriti in un gruppo, ai gruppi stessi dovresti assegnare un nome: questi sono i tuoi valori fondamentali. La maggior parte delle persone finisce per avere tra i 3 ed i 6 valori fondamentali.
5) Rifletti sui tuoi valori
Ora che hai individuato i tuoi valori fondamentali rifletti su di essi: quale emozione ti procura ogni valore? Come descriveresti ciascun valore? Quali azioni, che incarnano questi valori, ti vengono in mente? Chi, tra le persone che conosci, esprime questi valori?
Ed ancora, stai vivendo in linea con questi valori? Se ciò non avviene, cosa dovresti cambiare? La riflessione continua ,infatti, è una parte fondamentale del processo di analisi dei propri valori personali.
Vedere, fare, ottenere: il quadro di credenze, azioni e risultati di Covey
Dall’auto-riflessione discende l’importanza di comprendere come le tue percezioni modellano la tua realtà.
A tal proposito, il modello “See, Do, Get” (“Vedi, Fai, Ottieni”) di Stephen Covey è un sistema ciclico che si sostanzia in tre componenti di base: come vediamo il mondo (“Vedi”), come ci comportiamo o agiamo nel mondo (“Fai”) e cosa deriva dalle nostre azioni (“Ottieni”).
Il modo in cui vediamo le cose influenza i nostri comportamenti (ciò che facciamo), che a loro volta influenzano i risultati che raggiungiamo (ciò che otteniamo): questi risultati, susseguentemente, influenzano il modo in cui vediamo il mondo e così il modello si perpetua, ciclicamente, rafforzandosi di volta in volta.

L’aspetto più importante di questo modello è che quando mettiamo in discussione e cambiamo le nostre convinzioni di base sul mondo (il modo in cui lo vediamo) possiamo anche modificare le nostre azioni ed i nostri comportamenti e quindi anche i risultati che otteniamo (leggi per un approfondimento l’articolo “Quanto influiscono i bias cognitivi sull’attività del tuo Studio Notarile?“).
La conclusione fondamentale di Covey è che tutti abbiamo la capacità di cambiare: sfidando e modificando intenzionalmente le nostre convinzioni sul mondo -il modo in cui lo “vediamo“- possiamo trasformare i comportamenti che ci sembrano corretti (ciò che “facciamo“) e quindi cambiare ciò che “otteniamo” dal mondo.
Il modello -in realtà- rappresenta un invito alla riflessione ed allo sviluppo dell’autoconsapevolezza, incoraggiandoci a ragionare ed a mettere in discussione le nostre convinzioni (leggi per un approfondimento l’articolo “Le convinzioni limitanti che possono frenare te ed il Team del tuo Studio Notarile“).
Questo modello risulta particolarmente utile non solo nell’ambito dello sviluppo personale ma anche per il notaio leader®: le convinzioni dei membri del tuo team di Studio, infatti, modelleranno le loro azioni e ciò che otterranno da esse.
Essendone consapevole, puoi aiutare i tuoi collaboratori a sfidare le proprie convinzioni e quindi a cambiare i loro comportamenti con l’obiettivo di ottenere risultati migliori.
Il modo in cui le persone si comportano ed interagiscono tra di loro è modellato (almeno in parte) dalle proprie convinzioni di fondo, dal modo in cui “vedono personalmente” il mondo: questo è uno dei motivi per cui è così importante lavorare sulla consapevolezza di sé e sui valori personali; più comprendiamo chi siamo ed il modo in cui osserviamo il mondo, più chiaro ci apparirà il motivo per cui ci comportiamo in un determinato modo.
Di conseguenza, comprendere questi collegamenti può renderci più semplice abbandonare alcune delle nostre convinzioni e dei nostri comportamenti e modi di fare inutili, sostituendoli con nuovi modi di fare ed azioni. Quando ciò avviene spesso scopriamo che i nostri precedenti comportamenti erano solo frutto di un modo consuetudinario di approcciare la realtà e che anche le nuove modalità che adottiamo funzionano piuttosto bene (in alcuni casi anche meglio).
Man mano che mettiamo in pratica sempre di più i nostri nuovi comportamenti scopriremo, “magicamente”, che sono efficaci ed efficienti e tutto ciò contribuisce a cambiare la nostra visione del mondo.
Scopri, dunque, i tuoi valori personali ed applica ciclicamente il modello “Vedi, Fai, Ottieni” di Stephen Covey per migliorare la tua autoconsapevolezza, mettendo sempre in discussione le tue convinzioni.
Come infatti afferma Fabrizio Caramagna “l’uomo convinto vive in un mondo immaginario di certezze inespugnabili e di soluzioni definitive”.

