L’”apertura mentale attiva” di Daniel Kahneman nel tuo Studio Notarile

Il cervello umano è dotato di due sistemi di pensiero, uno veloce ed intuitivo e uno più lento ma logico e riflessivo. Il “rumore” è un difetto nella logica umana che porta ad errori di giudizio evitabili e a decisioni viziate: l’ “apertura mentale attiva” è uno stile di pensiero, un modo di elaborare le informazioni e prendere decisioni per il futuro.

“Molte persone sono troppo sicure delle loro intuizioni

e tendono a riporre in esse troppa fiducia.

(Daniel Kahneman)

Il 27 marzo 2024, all’età di 90 anni, ci ha lasciato Daniel Kahneman, psicologo israelo-americano vincitore nel 2002 del premio Nobel per l’economia e padre fondatore della moderna economia comportamentale, la cui innovativa ricerca scientifica ha cambiato la nostra comprensione di come pensiamo e prendiamo le decisioni.

Daniel Kahneman ha cambiato il modo in cui comprendiamo la razionalità e i suoi limiti, in collaborazione con il suo collega ed amico Amos Tversky ha applicato la psicologia cognitiva all’analisi economica, gettando le basi per un nuovo campo di ricerca: l’economia comportamentale.

Le intuizioni di Kahneman e Tversky sul giudizio umano e sul processo decisionale in condizioni di incertezza hanno influenzato un’ampia gamma di discipline tra le quali vi sono l’economia, la finanza, la medicina, il diritto e la politica.kahneman1

Nel suo libro più venduto, del 2011, “Pensieri lenti e veloci” (“Thinking, Fast and Slow”), Kahneman ha esaminato la dualità del modo in cui noi tutti pensiamo: una modalità di pensiero rapido, intuitivo ed emotivo ed una di pensiero più lento, consapevole e logico.

Ha esaminato in profondità la modalità con cui tutti noi operiamo le scelte nella nostra vita, evidenziando il ruolo dell’intuizione ed i benefìci del pensiero lento. Nel 2021 è stato coautore, con Olivier Sibony e Cass R. Sunstein, del best-seller “Rumore, un difetto del ragionamento umano” (“Noise: A Flaw in Human Judgment”).

La maggior parte di noi tende spesso a prendere decisioni, e tu in quanto notaio leader® non ne sei esente, basate sull’istinto e sulle emozioni piuttosto che sulla base di un’attenta valutazione: già Augusto, ai suoi tempi, deplorava il processo decisionale affrettato da parte dei suoi comandanti militari e favoriva la saggia deliberazione prima di un’azione rapida e decisiva (leggi per un approfondimento l’articolo “Applica il motto “festìna lente” alla costruzione del tuo Brand Notarile: agisci con cautela ma senza indugi”).

Kahneman sostiene che la tendenza della mente a prendere decisioni affrettate (a causa di limitazioni mentali chiamate pregiudizi cognitivi), piuttosto che a procedere con cautela, può inibire un giudizio efficace: i bias cognitivi (gli errori mentali che commettiamo nel nostro ragionamento), infatti, possono indurci a trascurare le informazioni salienti (ma scomode) e portarci a perdere tempo nel cercare soluzioni ai problemi sbagliati (leggi per un approfondimento l’articolo “Quanto influiscono i bias cognitivi sull’attività del tuo Studio Notarile?”).

Kahneman, nella descrizione di come il nostro cervello prende le decisioni, presenta una “lotta mentale” tra due modi di pensare che egli definisce Sistema 1 e Sistema 2: durante il pensiero del Sistema 1 la mente opera “automaticamente e rapidamente, con poco o nessuno sforzo” e nella maggior parte dei casi questo processo funziona abbastanza bene, consentendo di procedere senza pensarci due volte.

Il processo cognitivo, tuttavia, spesso fallisce quando il Sistema 1 suggerisce risposte intuitive a domande complicate: questo avviene perché nel pensiero del Sistema 1 la mente è incline a prendere scorciatoie che sacrificano il rigore mentale a favore della convenienza.

Nella maggior parte dei casi queste scorciatoie, che gli psicologi comportamentali chiamano pregiudizi ed euristiche, sono innocue e implicano processi decisionali a basso rischio in cui è sufficiente il giudizio istintivo.

Kahneman contrappone il Sistema 1 al suo “partner mentale“, il Sistema 2, il quale “assegna l’attenzione alle attività mentali impegnative che lo richiedono“: per concentrarsi, la mente sacrifica il Sistema 2 a favore del Sistema 1 per la maggior parte del tempo, la gran parte delle decisioni da noi prese -dunque- assomigliano a riflessi istintivi piuttosto che a conclusioni attentamente ponderate.

Nel linguaggio della psicologia comportamentale, gli individui spesso privilegiano il loro giudizio intuitivo in condizioni di incertezza: in altre parole, tendiamo a fidarci più del nostro istinto (cioè del Sistema 1) anche in situazioni in cui probabilmente non dovremmo farlo.

Il Sistema 1 -infatti- suggerisce costantemente, anche se inconsciamente, risposte per affrontare le numerose decisioni che si prendono ogni giorno: nella maggior parte dei casi, per il processo decisionale di routine, questo va benissimo, tuttavia, quando la complessità aumenta, si è più inclini a cadere in trappole cognitive che possono portare a scarsi risultati.

Pertanto, parte della mitigazione di questi problemi implica rallentare il proprio processo decisionale per impegnarsi con la ponderatezza ìnsita nel Sistema 2 e resistere alla facile risposta offerta dal Sistema 1.

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Il “rumore” che svia il nostro ragionamento

“Considerato quanto poco sappiamo,

la certezza che abbiamo delle nostre convinzioni è assurda;

ed è anche essenziale.

(Daniel Kahneman)

Il “rumore” si riferisce, invece, alla variazione imprevedibile nel giudizio e nel processo decisionale e rappresenta un difetto del ragionamento umano.

Il rumore fa riferimento all’inaffidabilità dello strumento di misurazione che applichiamo alla realtà, la divergenza non voluta nei giudizi che dovrebbero essere identici.

Afferma Kahnemanquando misuri, ad esempio, la lunghezza di una linea con un righello molto sottile, e la misuri più volte, non otterrai lo stesso risultato. Ogni misurazione sarà leggermente diversa dalle altre. E se conosci la lunghezza esatta della linea, puoi osservare qualsiasi misurazione e vedere che contiene un errore. A volte positivo, a volte negativo, a seconda della casualità. La media di questi errori è chiamata bias e la variabilità di questi errori è il rumore. Sia il bias che il rumore contribuiscono agli errori. Ma anche se in media le misurazioni sono precise, fa chiaramente la differenza il fatto che alcune misurazioni siano molto più alte ed altre siano inferiori alla reale lunghezza. Quella variabilità è indesiderabile e quella variabilità è il rumore.”

kahneman2Le nostre convinzioni, i nostri atteggiamenti e persino il nostro umore influenzano le nostre decisioni: il rumore è la quantità di variabilità che opera nel nostro giudizio.

La variabilità indesiderata dei giudizi, quindi il rumore, è un fenomeno che si manifesta in varie occasioni e in molti contesti in cui sarebbe auspicabile avere, al contrario, un giudizio quanto più accurato e oggettivo, quali la medicina, le questioni giudiziarie, le previsioni finanziarie, le decisioni prese nel tuo Studio Notarile, persino la scienza forense: “dove c’è giudizio c’è rumore, e più di quanto non si pensi”.

Ogni volta, dunque, che nel tuo Studio Notarile è necessario prendere una decisione, c’è “rumore” di fondo: il rumore si riferisce all’elevata variabilità degli input e dei processi cognitivi con cui tu ed i tuoi collaboratori dovete confrontarvi quando esprimete giudizi individuali e collettivi.

Riducendo il rumore si può ridurre l’errore, proprio come accade con i bias cognitivi: nel processo decisionale entrambi questi elementi portano all’errore.

Ti faccio un esempio per comprendere meglio: supponi che tu ed il tuo team dobbiate valutare quanto tempo ci vorrà per portare a termine una data attività. E’ molto probabile che tutti voi siate troppo ottimisti, sottostimando il tempo necessario per terminare la suddetta attività: nessuno avrà la stessa identica stima della durata dell’ impegno. L’errore medio, per cui sottostimate il tempo, costituirà la distorsione della vostra previsione (questo è il bias), la variabilità in tali previsioni rappresenta il rumore.

Per ridurre il livello di rumore nel processo decisionale la prima raccomandazione è quella di migliorare le capacità di coloro che esprimono giudizi e prendono decisioni, la seconda è quella di implementare una serie di linee guida che possano aiutare a ridurre il rumore, come le seguenti:

  • fornire informazioni sufficienti in modo che i tuoi collaboratori non arrivino a conclusioni affrettate;
  • amalgamare collaboratori con caratteristiche differenti e complementari per favorire la cosiddetta “saggezza della folla”;
  • utilizzare parametri condivisi su cui basare i giudizi individuali;
  • scomporre i giudizi complessi in sotto-valutazioni più semplici e comprensibili.

Ogni giorno ci troviamo a prendere migliaia di decisioni, da scelte minime che non ci rendiamo nemmeno conto di effettuare fino a deliberazioni impegnative ed a volte anche dolorose: è importante, dunque, comprendere il modo in cui raggiungiamo ogni decisione e, soprattutto, che per ciascuna c’è “rumore” ovvero fattori estranei che influenzano il nostro processo decisionale.

L’ “apertura mentale attiva” nel tuo Studio Notarile

La moderna gestione del tuo Studio Notarile ti impone di prendere in attenta considerazione nuovi approcci nuove modalità operative, con una mentalità aperta ed in costante connessione con il mutare dei contesti organizzativi, comunicativi e relazionali.

Non lasciarti portare fuori strada, dunque, dal pensiero istintivo ed emotivo, dai bias cognitivi, dal “rumore” delle variabili, dai pregiudizi e dai preconcetti stratificati e dalle pratiche consuetudinarie ma osserva sempre la realtà con una “apertura mentale attiva”, affinché le tue sinapsi siano sempre recettive alle novità che possono mettere in discussione le tue certezze (leggi per un approfondimento l’articolo “Le convinzioni limitanti che possono frenare te ed il Team del tuo Studio Notarile”).

Avere una mentalità aperta significa proprio cercare attivamente informazioni che contraddicano la tua ipotesi preesistente, tali informazioni includono le opinioni dissenzienti di altri e l’attenta valutazione delle nuove evidenze rispetto alle vecchie credenze (leggi per un approfondimento l’articolo “La falange obliqua di Epaminonda ed il pensiero laterale nel tuo Studio Notarile”).

Le persone con una mentalità aperta sono in linea con affermazioni come “lasciarsi convincere da un argomento contrario è un segno di intelligenza” mentre sono in disaccordo con l’asserzione secondo cui “cambiare idea è un segno di debolezza” o che “l’intuizione è la migliore guida nel prendere decisioni”.

Il pensiero attivamente aperto va oltre: si basa sull’umiltà di chi è costantemente consapevole che il proprio giudizio è in divenire ed anela ad essere, se necessario, rivisto e corretto (leggi per un approfondimento l’articolo “Il “metodo Fosbury” nel tuo Studio Notarile: alza l’asticella modificando l’approccio”). 

Le persone che hanno un elevato grado di “active open mind” (come la definisce Kahneman) sono in condizione di formulare un giudizio conservando sempre un certo grado di incertezza: sono consapevoli, infatti, che vi sono molteplici variabili caratterizzate da imprevedibilità e pertanto sono particolarmente “sensibili” a tutte le nuove informazioni in entrata.

Coloro che adottano un approccio diapertura mentale attiva” sono aperti a cambiare idea nel momento in cui si rendono conto che le nuove informazioni contraddicono le precedenti: ciò consente loro di addivenire a decisioni migliori in quanto ragionano e valutano considerando costantemente le variabili dell’incertezza e del continuo mutamento (leggi per un approfondimento l’articolo “Il “disagio dell’aragosta” nel tuo Studio Notarile: accetta la sfida del cambiamento e della crescita”).

L’apertura mentale attiva rappresenta un vero e proprio approccio cognitivo che non si basa su “verità assolute” ma si muove in una logica probabilistica, valutando attentamente le novità senza mai irrigidirsi su posizioni statiche e cristallizzate.

Il tuo successo come notaio leader® si basa anche sulla capacità di saper prendere costantemente decisioni in uno scenario caratterizzato sempre più da notevole incertezza, adattando le tue azioni alle nuove informazioni acquisite (leggi per un approfondimento l’articolo “Come gestire il cambiamento nel tuo Studio Notarile: spunti e suggerimenti”).

Devi allenarti ed abituarti a pensare al futuro in maniera attiva ed aperta, mettendo costantemente in discussione il tuo punto di vista e le azioni susseguenti.

D’altronde, come affermava Daniel Kahnemanl’intelligenza non è solo la capacità di ragionare: è anche la capacità di trovare materiale pertinente nella memoria e di usare l’attenzione quando occorre farlo.”

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