Come evitare burnout e rust-out nel tuo Studio Notarile

Lo stato di stress cronico lavoro-correlato (“burnout”) e la sensazione di indolenza ed apatia (“rust-out”) possono colpire te così come i collaboratori del tuo Studio Notarile: vediamo di cosa si tratta e come evitare di esserne vittime.

“Lo stress viene da dentro;

è la tua reazione alle circostanze,

non le circostanze stesse.

(Brian Tracy)

Il termine burnout significa letteralmente “bruciato”, “esaurito” o “scoppiato” e viene utilizzato per descrivere una particolare forma di esaurimento psicofisico collegato al mondo del lavoro.

Si tratta di una sindrome da esaurimento professionale (chiamata anche sindrome da burnout) e rappresenta l’esito patologico di un processo stressogeno che può interessare, in varia misura, tutti coloro che sono impegnati quotidianamente e ripetutamente in attività che implicano relazioni interpersonali, come nel caso tuo e dei collaboratori del tuo Studio Notarile.

A maggio 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha ufficialmente classificato come un “fenomeno occupazionale“, una “sindrome” risultato di condizioni di stress cronico sul luogo di lavoro.

L’OMS ha precisato, altresì, che nel caso del burnout l’esaurimento si riferisce soltanto alla sfera lavorativa e non deve essere esteso ad altre aree della propria vita.

Nel tuo Studio Notarile i conflitti interpersonali, la mancanza di chiarezza riguardo a compiti, responsabilità ed obiettivi, la pressione legata alle tempistiche ed al carico di lavoro possono portare a confusione, stress e scarsa produttività (leggi per un approfondimento l’articolo Team building Notarile: quando nel tuo Studio la squadra unita fa la differenza”).

Una delle più autorevoli ricercatrici sul burnout, Christina Maslach, psicologa sociale americana e professoressa emerita di psicologia all’Università della California (Berkeley), lo definisce “una sindrome psicologica che emerge come risposta prolungata a stress interpersonali cronici sul luogo di lavoro.”

La sindrome da burnout è caratterizzata da 3 elementi principali:

  • esaurimento: le persone affette da burnout avvertono di essere “prosciugate” ed “emotivamente esauste”, impossibilitate a fronteggiare le attività lavorative, affaticate, demoralizzate e percepiscono di non avere energia sufficiente, trovandosi al contempo nell’incapacità di recuperare le energie per svolgere le quotidiane mansioni lavorative;
  • alienazione dalle attività lavorative: le persone affette da burnout avvertono il proprio lavoro come stressante e frustrante e ciò può portarle a manifestarsi ciniche verso i colleghi o verso i clienti, allontanandosi emotivamente e palesando un progressivo deterioramento del proprio impegno ed interessamento verso le attività da svolgere;
  • calo delle performance lavorative: le persone affette da burnout manifestano un evidente peggioramento delle proprie performance lavorative, con drastico calo della propria motivazione, della concentrazione e della creatività. Conseguentemente, questo le porta a sentirsi sempre più sopraffatte dalle richieste professionali e a non essere in condizione di rispondere adeguatamente ai compiti lavorativi assegnati, perdendo fiducia nelle proprie capacità.

La dottoressa Maslach evidenzia come la discrepanza tra i lavoratori ed il proprio lavoro nelle seguenti 6 aree specifiche possa dar luogo al rischio di burnout:

  • sovraccarico di lavoro protratto nel tempo (cosiddetto “superlavoro”);
  • mancanza di controllo sul proprio lavoro o pressioni eccessive;
  • compensi insufficienti o mancanza di riconoscimento per il proprio lavoro;
  • ambiente di lavoro “socialmente tossico” con tensioni tra colleghi;
  • assenza di equità nel trattamento sul posto di lavoro;
  • conflitto di valori con conseguente basso senso di appartenenza.

Il burnout è la risposta psicofisica allo stress generato da questi 6 aspetti: ciò che motiva i tuoi collaboratori, sono i loro bisogni psicologici fondamentali, cioè se percepiscono di poter parlare apertamente del loro carico di lavoro, se possono sollevare problemi o se sono soggetti a colleghitossici” o ad altre forme di negatività (leggi per un approfondimento l’articolo “La Carta del Rispetto nel tuo Studio Notarile: valori e considerazione all’interno del team (e non solo)”).

Il burnout è molto di più di un “semplice” esaurimento: è la risultanza di un complesso di elementi e situazioni afferenti all’ambiente in cui i tuoi collaboratori lavorano o alla soddisfazione lavorativa che ne traggono (leggi per un approfondimento l’articolo “Piramide di Maslow: qual è il livello di autorealizzazione professionale nel tuo Studio Notarile?”).

Si tratta di un fenomeno esclusivamente professionale.

L’altra faccia della medaglia: il rust-out

“Non è un pericolo, ma piuttosto la minaccia

di un pericolo a innescare più spesso

la risposta di stress.

(Daniel Goleman)

Se il burnout rappresenta l’”esaurimento”, con il termine rust-out si intende, invece, una condizione psicofisica che consiste nella perdita di motivazione sul posto di lavoro: la sensazione è  proprio quella di sentirsi “arrugginiti” di fronte ad attività che sono diventate talmente ripetitive da non suscitare nessun interesse e da non innescare nessuno stimolo.

Il rust-out è il “parente stretto”, annoiato e disimpegnato, del burnout.

Il rust-out può dar vita, nei tuoi collaboratori, ad uno stato di apatia e di calo delle energie, mancanza di stimoli, noia e scarso slancio nell’affrontare le attività lavorative quotidiane.

E’ quella condizione, dunque, di chi sta “fermo” troppo a lungo, perdendo di vista gli stimoli e gli obiettivi e sentendosi sempre più arrugginito, con l’immediata conseguenza di non riuscire ad essere produttivo sul luogo di lavoro ed a fornire un contributo attivo nel tuo Studio Notarile.

E’ un fenomeno che può verificarsi quando le mansioni di un tuo collaboratore non sono particolarmente stimolanti e non gli consentono di accrescere le proprie capacità o abilità portandolo a sentirsi “bloccato” e “infelice”.

Il nostro sistema motivazionale, infatti, è una “macchina perfetta” finalizzata a ridurre sensibilmente il dispendio energetico (per quanto attiene a risorse fisiologiche e psicologiche) necessario al nostro organismo per fronteggiare attività poco sfidanti: concretamente, il nostro organismo non impiega energie eccessive se ha di fronte a sè un impegno di poco conto, perché ritiene saranno necessari solo minimi sforzi per superarlo.

Se, però, tale condizione si perpetua per lungo tempo, i tuoi collaboratori corrono il rischio -appunto- di “arrugginirsi”, perché tende a venir meno la spinta motivazionale necessaria per andare incontro, con le giuste energie, ai compiti da svolgere nel tuo Studio Notarile.

Di conseguenza, per assurdo, è più probabile che i tuoi collaboratori commettano erroridi distrazione” in una fase di demotivazione che non quando debbano svolgere un’attività impegnativa che richieda maggior coinvolgimento e concentrazione, ma non insormontabile per le capacità da essi possedute.

Solo un giusto equilibrio consente di non cadere vittime, da un lato, di una pressione eccessiva che rischia di trasformarsi in burnout e, dall’altro, di non adagiarsi in una “comfort zone che rischia -però- di minare motivazione e slancio, con effetti negativi anche sul benessere mentale.

Come puoi aiutare ed allenare i tuoi collaboratori a trovare il giusto equilibrio tra burnout e rust-out?

Come combattere burnout e rust-out nel tuo Studio Notarile

Sia il burnout che il rust-out, infatti, possono generare nei tuoi collaboratori una pesante zavorra che sottrae loro ogni “scintilla di energia”, unitamente ad una generale sensazione di “scadimento” delle proprie condizioni di lavoro.

Tu, in quanto notaio leader®, giochi un ruolo essenziale: devi immediatamente intervenire perché, come hai visto, il burnout è caratterizzato da una sensazione di esaurimento e di distacco a livello mentale, o da un atteggiamento di cinismo rispetto al proprio lavoro, che porta ad un calo di rendimento.

Il rust-out ,al contrario, genera apatia, disinteresse e demotivazione.

È importante, dunque, che tu possa monitorare i carichi di lavoro al fine di strutturarli in modo da prevedere un’adeguata varietà di compiti, così che i tuoi collaboratori siano impegnati, a rotazione, in attività utili, stimolanti e professionalmente formative.

Tutto ha origine dal prendersi cura di sé.

Il prendersi cura di sé deve diventare una “competenza professionale”, che ogni tuo collaboratore deve sviluppare e su cui tu devi investire come elemento vitale e di grande valore.

Affinché ciò avvenga, devi però ammettere che le stesse qualità che tendi ad apprezzare di più nei tuoi collaboratori (arrivare presto, andarsene tardi, non dire mai di no£), sono quelle che generalmente portano al burnout.

La “molla” della motivazione, del senso di appartenenza e della dedizione non è rappresentata dagli incentivi: se vuoi un alto livello di produttività e risultati da parte dei tuoi collaboratori, devi investire nella cura della persona ben oltre i normali programmi di “wellness” per il personale (leggi per un approfondimento l’articolo Il “sense of belonging” nel tuo Studio Notarile: motore dell’entusiasmo e della motivazione”).

Per questo motivo è di fondamentale importanza che tu possa sondare costantemente il “clima” presente all’interno del tuo Studio Notarile: conoscere bene le esigenze e le opinioni dei tuoi collaboratori è di grande utilità per migliorare tutti gli aspetti della loro vita lavorativa (leggi per un approfondimento l’articolo Come motivare i tuoi collaboratori comprendendo il “clima interno” del tuo Studio Notarile”).

Si è solitamente portati a credere che l’intenzione del collaboratore di abbandonare il posto di lavoro sia dovuta solo a motivazioni retributive o di carriera o al tuo collega che “corteggia” i tuoi assistenti notarili con offerte “irrinunciabili”, quando nella realtà dei fatti si tratta spesso di problematiche meno evidenti, rilevabili attraverso strumenti di ascolto più profondi (leggi per un approfondimento l’articolo Non perfezione ma equilibrio nel tuo Studio Notarile: come costruire un team vincente. Aristotele docet.”).

L’analisi delclimadel tuo Studio Notarile rappresenta, pertanto, uno strumento di valutazione immediato ed efficace, che ti consente di comprendere cosa pensano i tuoi collaboratori rispetto al luogo di lavoro.

Attraverso questa analisi quindi, per esempio, puoi avere il “polso della situazione” rispetto al senso di appartenenza, all’impegno, a quanta percezione vi sia, o meno, che tu ti prenda cura dei tuoi collaboratori in termini di benessere psicologico e di salute, quanto sia affiatato il tuo team, in merito alla sensazione di equità o di eticità che si “respira” nel tuo Studio, oltre al desiderio di formazione o di percorsi di carriera (leggi per un approfondimento l’articolo Job Crafting per “modellare” e “trasformare” il lavoro dei collaboratori del tuo Studio Notarile”).

La presenza nel tuo Studio Notarile di un clima positivo è correlata, infatti, a fattori come il maggior coinvolgimento nel lavoro e la miglior collaborazione tra i tuoi collaboratori e quindi, “a cascata”, migliori performance, crescita del senso di appartenenza oltre ad una maggiore attrattività dei talenti ed una conseguente crescente soddisfazione del cliente (leggi per un approfondimento l’articolo Employer e Talent Branding: come attrarre e trattenere i migliori talenti nel tuo Studio Notarile”).

Il più grande valore del tuo Studio Notarile è il “capitale umano” rappresentato dai tuoi collaboratori: custodiscilo e preservalo prendendoti cura di loro.

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