Saper gestire i processi di cambiamento in un mondo in continua e profonda trasformazione e favorire l’allineamento tra l’evoluzione dello Studio Notarile e dei propri collaboratori sono le grandi sfide che oggi si presentano al notaio leader® il quale si trova ad essere, suo malgrado, un “esploratore del cambiamento” ed un “facilitatore di apprendimento”.
“Io non sono ciò che mi è capitato di essere.
Io sono ciò che ho scelto di diventare.“
(Carl Gustav Jung)
Il cambiamento porta, per forza di cose, ad una trasformazione del tuo Studio Notarile che, per funzionare, deve passare prima di tutto attraverso un tuo rinnovamento personale: mai come oggi infatti, nel mondo complesso in cui viviamo, caratterizzato da transizioni sempre più veloci, è richiesta una grande flessibilità e capacità di adattamento.
Tutto ciò implica necessariamente che il notaio leader® sia “trasformativo”, attivando e guidando un processo di apprendimento e crescita continua sia personale che dei propri collaboratori.
Il primo aspetto che devi osservare è inerente alla trasformazione che avviene intorno a te: rappresenta sempre un punto di partenza imprescindibile il rileggere il contesto ed il settore in cui ti trovi ad operare attraverso nuove chiavi di lettura e nuovi punti di vista, approfondendo le conoscenze necessarie, mettendo a fuoco gli impatti dei fenomeni in divenire sul tuo àmbito di riferimento e le relative opportunità di innovazione.
La vera crescita ed il valore aggiunto del notaio leader®, tuttavia, non possono realizzarsi unicamente attraverso lo sviluppo delle conoscenze ma anche e soprattutto tramite la piena consapevolezza ed espressione delle capacità e potenzialità individuali.
Da ciò deriva la necessità di una riflessione su te stesso, l’importanza di imparare a conoscerti a fondo, individuare i tuoi valori, le qualità autentiche, gli stili di pensiero.
Il successo del notaio leader® passa attraverso l’impatto dei suoi comportamenti sui propri collaboratori e dunque è di fondamentale importanza la sua consapevolezza in tal senso, la responsabilizzazione e l’impegno nel perseguire obiettivi di apprendimento mirati, affinché le proprie capacità comportamentali siano oggetto di attenzione focalizzata ed allenamento.
Il secondo aspetto, dunque, che il notaio leader® non può trascurare è la trasformazione che ognuno può operare dentro di sé (leggi per un approfondimento l’articolo “Come essere un Notaio leader® centrato e consapevole: Coaching Notarile® e “Ruota della Vita”“).
Solo se impari a conoscere ed a gestire prima di tutto te stesso, apprendendo dalle tue esperienze e dai tuoi errori, sarai in grado di insegnare agli altri e di “essere allenatore” efficace nell’accompagnare i tuoi collaboratori nel loro viaggio di evoluzione e crescita (leggi per un approfondimento l’articolo “Leadership Notarile: come coltivarla e svilupparla nel tuo Studio“).
Il segreto è proprio quello di essere un bravo “allenatore e motivatore” dei tuoi collaboratori, eventualmente anche facendoti aiutare da un professionista esterno (leggi per un approfondimento l’articolo “Come motivare i tuoi collaboratori comprendendo il “clima interno” del tuo Studio Notarile”).
Così facendo risulterà più agevole per te perseguire l’obiettivo di facilitare la loro trasformazione attraverso diversi approcci e metodiche che vanno dalla creazione e condivisione della visione a medio-lungo periodo con il tuo team di Studio, all’arte di fare domande, alle riunioni di gruppo ed ai colloqui individuali orientati a costruire un percorso di sviluppo per ogni collaboratore, improntato alla crescita personale e professionale (leggi per un approfondimento l’articolo “Potenzia il tuo Studio Notarile coltivando l’empowerment dei tuoi collaboratori”).
Si tratta di intraprendere, dunque, un percorso di riflessione profonda, per comprendere ed approfondire quale potenziale possiedi come “coach” del tuo team di Studio e che tipo di valore puoi davvero generare attraverso i tuoi collaboratori.
Cambiare forma mentis per raggiungere il successo
“Diventare è meglio che essere.“
(Carol Dweck)
Carol Susan Dweck è una psicologa americana di fama mondiale nota per il suo lavoro sulla motivazione e sulla mentalità; professoressa di psicologia all’Università di Stanford, ha in precedenza insegnato anche alla Columbia University, alla Harvard University ed all’Università dell’Illinois.
Carol studia la motivazione umana, trascorre le sue giornate a “tuffarsi” nel perché le persone hanno successo (o non lo hanno): la sua teoria delle due mentalità e la differenza che esse producono nei risultati è incredibilmente potente.
Ci sono, infatti, due mentalità principali con cui possiamo “navigare” nella vita: una statica e l’altra dinamica; secondo Carol avere una mentalità di crescita (dinamica) è essenziale per il successo.
La sua indagine sulle nostre convinzioni è sintetizzata nel testo “Mindset: The New Psychology of Success”: il libro ci porta in un viaggio nel modo in cui i nostri pensieri consci e inconsci ci influenzano e in cui qualcosa di semplice come le parole può avere un impatto strabiliante sulla nostra capacità di migliorare (leggi per un approfondimento l’articolo “Le convinzioni limitanti che possono frenare te ed il Team del tuo Studio Notarile”).
Le nostre convinzioni più basilari, che siano consce o subconsce, “influenzano fortemente ciò che vogliamo e se riusciamo ad ottenerlo“: gran parte di ciò che crediamo di comprendere della nostra personalità deriva dalla nostra “mentalità“, questa -infatti- può spingerci come, al contempo, impedirci di realizzare il nostro potenziale.
La tua visione di te stesso può determinare tutto: se credi che le tue qualità siano immutabili, ovvero adoperi una mentalità fissa (statica), vorrai dimostrare di avere ragione più e più volte, anziché imparare dai tuoi errori.
Afferma Dweck “ho visto così tante persone con questo obiettivo divorante di dimostrare se stesse, in classe, nella loro carriera e nelle loro relazioni. Ogni situazione richiede una conferma della loro intelligenza, personalità o carattere. Ogni situazione viene valutata: avrò successo o fallirò? Sembrerò intelligente o stupido? Sarò accettato o rifiutato? Mi sentirò un vincitore o un perdente?”
Sono obiettivi culturalmente desiderabili, diamo infatti valore all’intelligenza, alla personalità e al carattere in quanto è normale desiderare ciò ma “c‘è un’altra mentalità in cui questi tratti non sono semplicemente una mano che ti è stata data e con cui devi convivere, cercando sempre di convincere te stesso e gli altri di avere una scala reale quando in segreto sei preoccupato che sia una coppia di dieci. In questa mentalità, la mano che ti è stata data è solo il punto di partenza per lo sviluppo. Questa mentalità di crescita si basa sulla convinzione che le tue qualità di base siano cose che puoi coltivare attraverso i tuoi sforzi.
La mentalità di crescita crea una forte passione per l’apprendimento: “perché sprecare tempo a dimostrare più e più volte quanto sei bravo“, scrive Dweck, “quando potresti migliorare?“
Perché nascondere le carenze invece di superarle? Perché cercare amici o partner che rafforzeranno solo la tua autostima invece di quelli che ti sfideranno a crescere? E perché cercare l’approvazione al posto di esperienze che ti metteranno alla prova?
La passione per lo sforzo e per il perseverare, anche (o soprattutto) quando le cose non vanno bene, è il segno distintivo della mentalità di crescita: è questa che ci consente di prosperare durante alcuni dei periodi più difficili della nostra vita.
Le nostre idee sul rischio e sullo sforzo derivano dalla nostra mentalità: vi sono persone che si rendono conto del valore di sfidare se stesse, vogliono impegnarsi per imparare e crescere, altre al contrario preferiscono evitare lo sforzo non attribuendovi importanza.
Quando inizierai a comprendere la distinzione tra la mentalità fissa e quella di crescita ti renderai conto di come la convinzione che le tue qualità siano scolpite nella pietra porti ad una serie specifica di pensieri ed azioni e come, al contrario, la convinzione che le tue qualità possano essere coltivate porti, invece, ad una serie di pensieri ed azioni completamente diversi, conducendoti su una strada alternativa.
Nella mentalità di crescita, ad esempio, il fallimento può essere un’esperienza dolorosa ma rappresenta un problema da affrontare, gestire e da cui imparare (leggi per un approfondimento l’articolo “La “potenza” del fallimento nel tuo Studio Notarile: la capacità di rialzarsi sempre per crescere e migliorare”).
Le persone con una mentalità fissa, diversamente, cercano conferme, hanno paura di commettere errori e preferiscono rimanere nella propria zona di comfort: si sentono molto bene quando possiedono un talento riconosciuto, si aggrappano a questo e non cercano di migliorarsi in altre aree. Inoltre, si sentono sminuiti quando ricevono critiche (leggi per un approfondimento l’articolo “Il “disagio dell’aragosta” nel tuo Studio Notarile: accetta la sfida del cambiamento e della crescita”).
La mentalità della crescita è l’opposto della mentalità fissa. Le persone con la mentalità dinamica corrono un rischio perché credono che la crescita sia nel nuovo: comprendono che l’errore fa parte dell’apprendimento, accettano la critica come guida per il miglioramento e la sfida come opportunità per crescere.
È importante notare che puoi avere una mentalità fissa per un’area della tua vita ed una di crescita per un’altra. Allo stesso modo, questa mentalità potrebbe non essere costante per tutta la tua vita e variare tra l’una e l’altra.
Riassumendo:
- le persone con una mentalità fissa (statica) hanno paura di correre dei rischi, si concentrano sul problema e non sulla soluzione;
- la nostra società finisce per indurci a credere in modelli di intelligenza o di successo che, per la mentalità fissa, finiscono per diventare fonte di frustrazione;
- le persone con una mentalità di crescita (dinamica), al contrario, amano le sfide perché credono che l’errore sia una fonte di apprendimento: possono anche sentirsi male per il fallimento ma poi si concentrano sulla soluzione;
- la mentalità di crescita può essere sviluppata sia in te stesso che negli altri;
- ugualmente le abilità possono essere sviluppate, devi solo lavorarci ed allenarti.
Il Mindset (la mentalità) del notaio leader®
Come afferma Carol Dweck “il cambiamento di mentalità non consiste nel prendere qualche suggerimento qua e là. Si tratta di vedere le cose in un modo nuovo. Quando le persone… passano a una mentalità di crescita, passano da una struttura di giudicare ed essere giudicati a una struttura di imparare e aiutare a imparare. Il loro impegno è per la crescita, e la crescita richiede molto tempo, sforzo e sostegno reciproco”.
Il notaio leader®, “esploratore del cambiamento” e “facilitatore di apprendimento” per i propri collaboratori, si contraddistingue perché:
- favorisce l’autonomia ed adotta la delega (non opera, pertanto, in una logica di micro-gestione, senza concedere la necessaria libertà di movimento ai propri collaboratori e sottoponendoli a costanti controlli) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Controllo e delega nel tuo Studio Notarile: un classico esempio di “uroboro”?”;
- agevola la circolazione delle informazioni fornendo, periodicamente, istruzioni chiare e riscontri (si adopera affinché nel proprio Studio non vi sia una scarsa comunicazione) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Le riunioni di team nel tuo Studio Notarile: efficaci strumenti di condivisione e comunicazione (poco utilizzati)”;
- si preoccupa delle sfide personali e professionali che i propri collaboratori affrontano quotidianamente (è empatico, presente e di supporto per il proprio team) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Hai mai misurato il grado di felicità e di soddisfazione dei collaboratori del tuo Studio Notarile?”;
- riconosce gli sforzi compiuti ed i successi ottenuti dai singoli e dal proprio team di Studio (non evidenzia e non si sofferma esclusivamente sugli errori commessi) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Feedback e valutazione dei collaboratori del tuo Studio Notarile: best & worst practices”;
- rappresenta un punto di riferimento, un “timoniere” all’interno del proprio Studio (non risulta inavvicinabile agli occhi dei propri assistenti notarili) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Leadership Notarile: come coltivarla e svilupparla nel tuo Studio”;
- guida (non comanda), è coerente e credibile (le sue decisioni non cambiano costantemente in modo imprevedibile) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Caratteri distintivi della leadership notarile: guidare senza comandare”;
- persegue e comunica in maniera chiara la propria “visione” (obiettivi e direzione sono ben chiari a tutto il team di Studio) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Definire obiettivi S.M.A.R.T. per la gestione ottimale del tuo Studio Notarile”;
- agisce con equità ed equidistanza nei confronti dei propri collaboratori (non ha “favoriti” o “preferiti”, non adotta “due pesi e due misure”, nel suo Studio non vi sono assistenti notarili che ricevono un trattamento preferenziale) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Employer e Talent Branding: come attrarre e trattenere i migliori talenti nel tuo Studio Notarile”;
- pensa causativo assumendosi sempre le proprie responsabilità (non incolpa i propri collaboratori per gli errori compiuti) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Perché il Notaio Leader® pensa causativo: la contagiosità della respons-abilità nel tuo Studio Notarile”;
- abbraccia il cambiamento trasformando le minacce in opportunità ed i punti di debolezza in punti di forza (non si oppone e non resiste al cambiamento, come pure non si àncora ostinatamente alle vecchie metodologie ed abitudini) – Leggi per un approfondimento l’articolo “Come gestire la resistenza al cambiamento nel tuo Studio Notarile?”
Come correttamente ci suggerisce Deepak Chopra “ogni volta che sei tentato di reagire nello stesso vecchio modo, chiediti se vuoi essere un prigioniero del passato o un pioniere del futuro”.
E’ questo il mindset, ovvero la mentalità, che costituisce il vero punto di partenza del viaggio che ogni notaio leader® può decidere di intraprendere per diventare “trasformativo”: perseguendo consapevolezza, una modalità diversa di approccio ed una conversazione autentica con i propri collaboratori.
“Il potere di credere che puoi migliorare” – Carol Dweck



1 thought