Le “quattro paure fatali” ed il modello SCARF nel tuo Studio Notarile

Vi sono ansie profonde che possono avere un impatto significativo sulla vita professionale, spesso senza che ce ne accorgiamo. Il modello SCARF individua cinque fattori sociali chiave che hanno il potere di influenzare il modo in cui i tuoi collaboratori si sentono e si comportano all’interno del team di Studio.

“Un giorno la paura bussò alla porta.

Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.”

(Martin Luther King)

Identificate dallo psichiatra americano Maxie Maultsby, vi sono quattro paure profonde che danno origine ad una moltitudine di comportamenti che possono impedire, a te come ai tuoi collaboratori, di esprimere al meglio le proprie capacità: sono definite le “quattro paure fatali” proprio perché possono paralizzarci, ostacolando la nostra crescita personale ed il nostro successo professionale, oltre ad impedirci di affrontare le diverse sfide che incontriamo nella vita.

Esse sono:

  • la paura di fallire;
  • la paura di sbagliare;
  • la paura di sentirsi rifiutati;
  • la paura di sentirsi emotivamente a disagio.

Vediamole ed analizziamole nel dettaglio:

#1 PAURA DI FALLIRE (la paralisi del perfezionista)

Una voce nella testa ci dice “e se non ci riesco?” È la paura che ci impedisce di correre rischi o di provare cose nuove. Questa è la paura più comune, è il nostro “critico interiore“. È la voce che ci parla sempre: alle volte il messaggio è giusto, ma spesso non fa altro che alimentare pensieri spaventosi ed impedirci di andare avanti (leggi per un approfondimento l’articolo “Non perfezione ma equilibrio nel tuo Studio Notarile: come costruire un team vincente. Aristotele docet.“).

Per affrontare la paura del fallimento molti pensano: “devo avere successo” mentre, al contrario, dovrebbero imparare a spostare la loro mentalità dall’ “essere il migliore” al “fare del loro meglio. In questo modo, se riesci a dire onestamente a te stesso “ho fatto del mio meglio ma non ho raggiunto il mio obiettivo specifico“, non ti sentirai come se avessi fallito bensì come se avessi raggiunto il tuo obiettivo perché hai dato il massimo. In caso contrario, corri il rischio di non provare mai più a raggiungere quell’obiettivo (leggi per un approfondimento l’articolo “La “potenza” del fallimento nel tuo Studio Notarile: la capacità di rialzarsi sempre per crescere e migliorare“).

Sul lavoro si manifesta con la procrastinazione, la preparazione eccessiva o il rifiuto di attività impegnative (leggi per un approfondimento l’articolo “Procrastinazione e sindrome dell’impostore affliggono il tuo Studio Notarile? Scopri come governarli“).

#2 PAURA DI SBAGLIARE (l’incubo del “saputello”)

Questa paura ci sussurra nella testa “e se così facendo commettessi un errore?“. È l’ansia che ci fa esitare a condividere le nostre opinioni o a prendere decisioni. La maggior parte di noi odia sbagliare, prende decisioni sulla scia dell’emotività e poi le sostiene con una logica (sbagliata) e non è abbastanza umile da accettare di poter essere colta di sorpresa dal proprio ego.

Per affrontare la paura di sbagliare molti pensano “devo avere ragione e ciò può portare a rinunciare proprio per la paura di errare. Al contrario, si dovrebbe accettare sia ciò che si sa che ciò che non si conosce: se non si ha l’irreale aspettativa di dover sapere tutto, non si dovrebbe temere di sbagliare. Al contrario, si può essere sicuri di sapere e comprendere certe cose e, al contempo, non cercare di affrontare àmbiti che non sono di propria competenza. Le persone più intelligenti, sagge e prudenti non sanno tutto: conoscono molto bene alcune cose e ne sanno abbastanza da potersi affidare ad altri che conoscono il resto.

Sul lavoro si manifesta con ricerche eccessive, continui ripensamenti o rifiuto di prendere posizione sui problemi (leggi per un approfondimento l’articolo “La matrice Skill/Will per una comprensione ragionata dei collaboratori del tuo Studio Notarile“).

#3 PAURA DI SENTIRSI RIFIUTATI (il peso di chi vuole compiacere tutti)

Questa paura ci porta a chiederci “e se io o le mie idee non piacessero?“. È la preoccupazione che ci impedisce di esprimere i nostri veri pensieri o di lottare per ciò in cui crediamo. Anche questa paura è assai diffusa e si manifesta in molte decisioni: l’unico modo per superare il rifiuto, per assurdo, è riceverne tanto!

Per affrontare la paura di essere rifiutati molti pensano “ho bisogno di essere accettato. Coloro che convivono con questa paura spesso cercano amici, attività e situazioni sociali e lavorative che offrano loro un’accettazione incondizionata. Non tutti hanno la capacità innata di scrollarsi di dosso il rifiuto ma, rafforzando la fiducia in se stessi e l’autostima, con il tempo è più facile reagire ad una risposta negativa o ad attacchi personali.

Sul lavoro si manifesta con l’essere d’accordo con tutti, il non porre limiti, il promettere troppo ed il mantenere poco, o l’evitare a tutti i costi i conflitti (leggi per un approfondimento l’articolo “L’assertività nel tuo Studio Notarile: ago della bilancia tra passività ed aggressività“).

#4 PAURA DI SENTIRSI EMOTIVAMENTE A DISAGIO (la lotta dello stoico)

Questa paura ci sussurra “e se non riuscissi a gestire le emozioni che ciò potrebbe suscitare?“. È l’ansia che fa evitare situazioni che potrebbero causare stress, delusioni o altre emozioni intense. Questa paura è un “killer silenzioso” che indebolisce e demotiva, spingendo a non svolgere attività e compiti ed a non confrontarsi con gli altri.

Per affrontare la paura di sentirsi emotivamente a disagio molti pensano “devo sentirmi a mio agio e pertanto non si lasciano mai coinvolgere in situazioni in cui potrebbero apparire sciocchi, imbarazzati o sentirsi vulnerabili…il che è un errore! L’espressione “uscire dalla propria zona di comfort” si applica proprio in queste circostanze: quando ci mettiamo alla prova, anche un po’ alla volta, situazione dopo situazione, miglioriamo noi stessi e cresciamo. La vita è piena di momentiscomodi”: se non lo accettiamo e non troviamo la forza di aprirci ad essa ci perderemo alcuni dei momenti migliori del viaggio.

Sul lavoro si manifesta evitando conversazioni difficili, sottraendosi a ruoli di responsabilità o resistendo al cambiamento (leggi per un approfondimento l’articolo “Come gestire la resistenza al cambiamento nel tuo Studio Notarile?“).

Come aiutare i tuoi collaboratori a superare le proprie paure

“Credo che solo una cosa renda impossibile

la realizzazione di un sogno: la paura di fallire!”

(Paulo Coelho)

Come notaio leader® svolgi un ruolo cruciale nel favorire un ambiente ed una cultura di Studio in cui i tuoi collaboratori possano affrontare le proprie paure e puoi adottare, ad esempio, i seguenti approcci:

  • incoraggia opinioni diverse: combatti la paura di sbagliare cercando attivamente punti di vista diversi;
  • fornisci riscontri periodici: non lasciare che paura e supposizioni prendano il sopravvento sul tuo team, offri riscontri coerenti e costruttivi;
  • normalizza le emozioni: affronta la paura del disagio emotivo riconoscendo che i sentimenti sono una parte naturale della vita lavorativa;
  • dai il buon esempio: condividi le tue paure e come ti stai impegnando per superarle, in quanto la vulnerabilità crea fiducia.

Tutti proviamo queste paure in una certa misura: la chiave di volta non è eliminarle del tutto (praticamente impossibile) ma riconoscerle e gestirle efficacemente.

Comprendendo le “quattro paure fatali” tu ed il tuo team di collaboratori farete il primo passo per liberarvi dalla loro presa.

Il modello SCARF nel tuo Studio Notarile: minacce e ricompense sociali

Collegate alle paure vi sono le minacce sociali percepite.

Il modello SCARF (Status Certainty Autonomy Relatedness Fairness), introdotto da David Rock nel 2008, offre una teoria psicologica della motivazione sostenendo che abbiamo forti pulsioni a ricercare cinque fattori chiave: Status, Certezza, Autonomia, Relazione ed Equità.

Quando si presenta l’opportunità di accrescere queste cinque capacità spesso cogliamo l’occasione al volo, trovandola altamente gratificante. Al contrario, le sfide a queste cinque dimensioni ci fanno sentire profondamente minacciati e ci inducono a ritirarci o ad agire per contrastare la minaccia.

Tutti i fattori SCARF hanno la capacità di farci sentire socialmente minacciati o ricompensati: quando sperimentiamo le minacce sociali si attiva la risposta del nostro cervello ed i nostri livelli di adrenalina aumentano. Tutto ciò riduce la nostra efficacia nel collaborare, pensare, concentrarci, pianificare, prendere decisioni e, in generale, nell’essere razionali. Proviamo emozioni, pensieri e sentimenti negativi e generalmente ci sentiamo piuttosto infelici.

Tenendo a mente questo modello puoi prevedere come determinate azioni e comunicazioni possano provocare reazioni emotive nei tuoi collaboratori ed adottare le adeguate misure per mitigarle.

Vediamo i cinque fattori chiave presenti nel diagramma del modello SCARF nel dettaglio:

STATUS

Tutti vogliono sentirsi riconosciuti, competenti, accettati e persino ammirati!

I momenti in cui ci sentiamo in imbarazzo o trascurati minacciano il nostro bisogno di status ed è per questo che ci feriscono così tanto. Lo status riguarda l’importanza sociale relativa e percepita dei membri del tuo team, tutti -infatti- vogliono sentirsi importanti: se non avvertono di avere un certo livello di status tendono a sentirsi meno apprezzati e sicuri del loro posto all’interno della tua squadra. Di conseguenza, si sentono più a rischio di minacce sociali al loro status.

Quindi, ad esempio, bisogna stare attenti ed essere misurati quando si offrono riscontri agli altri: va tutelato il “bisogno di status” di collaboratori e colleghi, concentrandosi sulle attività svolte e non sulla persona, è necessario interagire per individuare soluzioni condivise, impegnandosi a fondo per costruire un senso di rispetto e reciprocità nella conversazione (leggi per un approfondimento l’articolo “La Carta del Rispetto nel tuo Studio Notarile: valori e considerazione all’interno del team (e non solo)“).

CERTEZZA

La prevedibilità e la fiducia nel futuro sono importanti per farci sentire psicologicamente al sicuro.

Tendiamo a sentirci a disagio quando le nostre precedenti certezze vengono infrante e ciò che ritenevamo affidabile viene messo in discussione o la confusione regna sovrana per troppo tempo: quando la nostra certezza è minacciata possiamo iniziare a sentirci insicuri, meno certezze abbiamo e più tendiamo a provare ansia.

Se l’incertezza imminente è inevitabile (per esempio dovuta ad un cambiamento organizzativo) cerca di fornire quante più informazioni possibili e prova ad evitare di creare ulteriore “incertezza nell’incertezza” limitandola con scadenze e sottolineando le aree di continuità che non cambieranno (leggi per un approfondimento l’articolo “Anticipa il futuro del tuo Studio Notarile attraverso la pianificazione strategica“).

AUTONOMIA

Sentirsi microgestiti, ignorati o controllati demotiva la maggior parte dei collaboratori. L’autonomia è legata al nostro senso di controllo su noi stessi, su ciò che facciamo e sugli eventi che ci circondano. Più controllo abbiamo, più ci sentiamo positivi e viceversa: quando abbiamo autonomia ci sentiamo al sicuro e nel pieno controllo.

Tuttavia, quando non abbiamo sufficiente autonomia corriamo il rischio di sentirci psicologicamente insicuri, fuori controllo o, peggio, controllati dagli altri, il che può generare una sensazione spiacevole.

Quindi, se devi prendere il controllo o procedere a cambiamenti, cerca di lasciare un po’ di spazio per garantire la necessaria autonomia ai tuoi collaboratori.

Lascia ai tuoi assistenti notarili un po’ di libertà nello scegliere come implementare le attività, chiedi loro un riscontro davvero interessato e dedica più tempo ad illustrare le tue motivazioni, in modo che sia più probabile che si sentano in sintonia con gli obiettivi delineati (leggi per un approfondimento l’articolo “Controllo e delega nel tuo Studio Notarile: un classico esempio di “uroboro”?“).

RELAZIONE

Siamo tutti “esseri sociali” ed un solido legame con gli altri può attenuare qualsiasi sconfitta ed addolcire qualunque vittoria: ovviamente, se non sentiamo di essere in grado di relazionarci con chi ci circonda, potremmo sperimentare risposte di minaccia.

Sentirsi alienati dagli altri o operare in un ambiente insensibile, privo del “fattore umano” rappresenta un forte elemento demotivante: ecco perché risulta così importante costruire team coesi e favorire un rapporto di fiducia reciproco al fine di creare un ambiente di lavoro inclusivo che soddisfi il nostro profondo bisogno di relazioni (leggi per un approfondimento l’articolo “Team building Notarile: quando nel tuo Studio la squadra unita fa la differenza“).

EQUITA’

Le decisioni difficili possono essere più agevolmente accettate se riteniamo che siano eque.

A tutti, infatti, ripugna l’ingiustizia: giudizi capricciosi”, ricompense arbitrarie ed accordi infranti sono modi rapidi per irritare anche il più mite dei tuoi collaboratori. L’equità, infatti, si riferisce al nostro senso di giustizia ed alle interazioni che avvengono intorno a noi: se lavoriamo in un ambiente in cui l’impegno ed i risultati vengono premiati, i comportamenti scorretti vengono affrontati ed il rispetto delle regole apprezzato, allora è probabile che percepiremo l’ambiente di lavoro come equo.

Se, invece, percepiamo che l’ambiente di lavoro non è equo potremmo sentirci infelici ed insicuri.

Pertanto, dovresti cercare di evitare del tutto l’ingiustizia all’interno della tua organizzazione di Studio: ascolta costantemente i tuoi collaboratori, interrogati sempre per chiederti se hai fatto abbastanza per garantire un approccio equo e coerente (leggi per un approfondimento l’articolo “La teoria dell’equità della motivazione di Adams nel tuo Studio Notarile“).

Applicando il modello SCARF puoi minimizzare il senso di minaccia e massimizzare quello della gratificazione, favorendo il coinvolgimento dei tuoi collaboratori.

Supervisionare un’organizzazione ti richiede, in quanto notaio leader®, un’elevata consapevolezza di te: ciò significa che superare qualsiasi tua paura fatale è un requisito imprescindibile per una leadership efficace, consentendo ai tuoi collaboratori di rischiare di più e, in definitiva, di raggiungere gli obiettivi comuni (leggi per un approfondimento l’articolo “Caratteri distintivi della leadership notarile: guidare senza comandare“).

Come notaio leader® puoi perdere la tua autenticità ed efficacia se non rischi ed impari a superare le tue paure principali: siamo umani, ognuno di noi ha delle paure (alcune più di altre) ma ciò che conta maggiormente è tutto quello che fai per affrontarle (leggi per un approfondimento l’articolo “Come essere un Notaio leader® centrato e consapevole: Coaching Notarile® e “Ruota della Vita”“).

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